I brasiliani che hanno pagato cifre più elevate sono riusciti a ottenere la cittadinanza italiana senza mai entrare in Italia. È quanto rivelato da un'indagine condotta dai Carabinieri. Friuli Venezia Giulia, e divulgato questo giovedì (27). Il sistema, basato su residenze fittizie e documenti falsi, ha coinvolto sei sospettati e ha fruttato più di 500 mila euro di profitti.
Il caso è oggetto di indagini da parte della Procura di Udine e ha avuto origine nel comune di Moggio Udinese, dove 84 cittadini brasiliani avrebbero dichiarato la residenza in soli due immobili tra il 2018 e il 2024. Secondo gli inquirenti, nessuno di loro risiedeva effettivamente in quel luogo.
Gli intermediari vendevano pacchetti completi di cittadinanza.
Al centro della frode ci sono due intermediari: una donna di 61 anni di origine albanese e un uomo brasiliano di 54 anni. I loro nomi non sono stati resi noti.
Entrambi vivono in Veneto e si dice che abbiano istituito un servizio informale per accelerare il riconoscimento della cittadinanza italiana per discendenza. ius sanguinis.
Offrivano pacchetti che includevano contratti di affitto falsi, certificati di nascita preconfezionati e viaggi accelerati per simulare la presenza fisica in Italia. Per i clienti che pagavano di più, il processo veniva svolto interamente da remoto, ha affermato la polizia. La cittadinanza veniva concessa anche se il richiedente non aveva mai messo piede nel Paese.
Secondo l'accusa, questo schema è stato possibile solo grazie alla collaborazione di funzionari pubblici che hanno ignorato le irregolarità nelle domande. Ogni domanda di cittadinanza ha fruttato agli intermediari circa 6 euro. I pagamenti sono stati effettuati su conti all'estero, tra cui Irlanda, Regno Unito e Brasile, secondo i media locali.

La frode da mezzo milione di euro è ancora sotto inchiesta.
L'operazione dei Carabinieri di Moggio Udinese ha individuato un volume finanziario superiore ai 500 euro, pari a circa 3,1 milioni di R$.
La Procura di Udine sta ora analizzando la situazione degli 84 brasiliani la cui cittadinanza è sospettata. L'indagine resta aperta e non si escludono ulteriori provvedimenti.
















































