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Conto alla rovescia

Cittadinanza italiana: "Tutto può tornare alla normalità"; tra due mesi la Corte deciderà sulla costituzionalità della legge Tajani.

La Corte Costituzionale italiana si pronuncerà sulla validità della legge Tajani l'11 marzo.

"Siamo fiduciosi nella nostra difesa perché l'applicazione retroattiva del decreto è del tutto sproporzionata e irragionevole", afferma Giovanni Bonato, avvocato del caso in esame presso la Corte costituzionale italiana.

La Corte Costituzionale italiana deciderà entro due mesi, il 11 marzoLa questione è se il cosiddetto Decreto Tajani, ora legge, sia conforme alla Costituzione del Paese. La legge è considerata la più restrittiva mai applicata al processo di riconoscimento della cittadinanza italiana per discendenza. (iure saguinis).

La decisione potrebbe alterare il corso di migliaia di procedimenti in corso e avere un impatto diretto sui diritti dei discendenti italiani in tutto il mondo. La legge è stata criticata per aver limitato l'accesso alla cittadinanza e per aver applicato effetti retroattivi ai procedimenti già avviati, come nel caso delle persone in attesa nelle file consolari.

Qual'è il rischio

Il processo determinerà se i limiti imposti dal governo italiano violino i principi costituzionali fondamentali. Il team legale difensivo è composto da un gruppo di giuristi tra cui Benedetta Ballatore, Giovanni Bonato, Giovanni Caridi, Alfonso Celotto, Diego Corapi, Riccardo De Simone e Monica Lis Restanio.

Gli avvocati sostengono che la Legge Tajani viola il principio di irretroattività delle leggi e che i regolamenti amministrativi non possono limitare i diritti civili garantiti da leggi superiori. L'argomentazione principale sostiene che la legge non ha la forza giuridica per sopprimere diritti già acquisiti.

Posizione del governo

Il governo italiano, a sua volta, sostiene che le nuove regole siano necessarie per organizzare il crescente flusso di domande di cittadinanza. Secondo la tesi ufficiale, è necessario garantire che vi sia un legame autentico tra il richiedente e il Paese.

Argomentazioni di difesa

La difesa sostiene che la Legge Tajani viola gli articoli 2, 3 e 117 della Costituzione italiana. Gli avvocati sostengono che la legge comporta una perdita automatica e retroattiva di un diritto acquisito e contrasta con trattati internazionali come la Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo e il Trattato sull'Unione europea.

Base costituzionale della contestazione

La difesa sostiene che la legge Tajani viola tre disposizioni centrali della Costituzione italiana, compromettendo i diritti fondamentali e i principi strutturanti dell'ordinamento giuridico.

Articolo 2
Riconosce e garantisce i diritti inviolabili della persona umana. La cittadinanza per discendenza è intesa come elemento integrante dell'identità individuale e l'imposizione di limitazioni con effetti retroattivi costituirebbe una violazione costituzionale.
Articolo 3
Garantisce l'uguaglianza di tutti davanti alla legge. La nuova normativa crea disparità di trattamento tra individui in situazioni equivalenti, differenziandoli esclusivamente in base alla data di presentazione della domanda.
Articolo 117
Stabilisce che la legislazione nazionale deve rispettare i trattati internazionali e le norme dell'Unione Europea. La difesa sostiene che la legge è in conflitto con la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani e con gli strumenti europei che garantiscono i diritti civili fondamentali e la libertà di movimento.

L'incertezza giuridica ha spinto un giudice di Torino a sospendere il procedimento originario e a deferire la questione alla Corte costituzionale.

In un'intervista con Portale Italianismo, uno degli avvocati del caso, Giovanni BonatoHa illustrato in dettaglio lo stato di avanzamento del procedimento. Ha affermato che le memorie iniziali sono state presentate nell'ottobre 2025 e che le memorie di replica dovranno essere presentate entro il 19 febbraio 2026.

"Le aspettative sono buone, siamo fiduciosi nella nostra difesa perché l'applicazione retroattiva del decreto è del tutto sproporzionata e irragionevole", ha dichiarato Bonato. "Viola diversi principi costituzionali, gli articoli 2, 3 e numerosi regolamenti dell'Unione Europea".

Giovanni Bonato, avvocato nel caso in esame presso la Corte Costituzionale italiana.
Giovanni Bonato, avvocato nel caso in esame presso la Corte Costituzionale italiana.

Data dell'udienza

Bonato ha inoltre comunicato che l'udienza è ancora fissata per l'11 marzo. La data verrà mantenuta se... frase da Mantova (In merito al procedimento di concessione della cittadinanza ai minori nati prima della nuova legge) per pubblicato in Gazzetta Ufficiale Nei prossimi giorni. Secondo lui, questa pubblicazione è prevista, ma dipende esclusivamente dalla Corte.

Non possiamo escludere nuove frasi"Vedremo cosa succederà, ma in linea di principio la data dell'udienza rimarrà la stessa", ha affermato l'avvocato.

Ha inoltre sottolineato che la Corte tende a mantenere coerenza con le decisioni precedenti. Secondo Bonato, la sentenza dovrebbe seguire l'interpretazione della sentenza n. 142 del 31 luglio 2025, in cui la cittadinanza per discendenza è stata riconosciuta come un diritto acquisito alla nascita.

Possibili scenari

Se la Corte Costituzionale dichiarasse l'incostituzionalità del decreto, si dovranno ripristinare i precedenti criteri per il riconoscimento della cittadinanza italiana per discendenza.

"Il Tribunale può annullare le parti del decreto che si applicano alle persone nate prima dell'entrata in vigore della norma. Con ciò, tutto torna alla normalità dal punto di vista giuridico", ha affermato Bonato. "Le linee materne dovrebbero continuare a essere riconosciute giudizialmente, mentre le linee paterne possono essere stabilite presso il consolato o il comune".

Anche in caso di possibile annullamento, l'avvocato avverte che la riorganizzazione dei consolati potrebbe richiedere tempo. Non esclude inoltre la possibilità che il governo emani un nuovo regolamento, questa volta più in linea con la Costituzione.

"Dopo una dichiarazione di incostituzionalità, è possibile che il governo adotti una misura diversa. Potrebbe, ad esempio, aprire un periodo di uno o due anni, come è stato fatto in altri Paesi", ha spiegato Bonato.

L'avvocato ha concluso affermando che, dato l'attuale clima politico, è prudente procedere con cautela.

"Sappiamo che questo governo non ama le persone di origine italiana. Quindi, finché non ci sarà un cambio di governo, è meglio essere cauti."

    Cronologia del caso

    DatiEventi
    28/03/2025Il governo presenta il decreto Tajani.
    20/05/2025Il Parlamento approva la legge n. 74/2025, che limita il riconoscimento della cittadinanza italiana.
    25/06/2025Un giudice di Torino deferisce alla Corte costituzionale una questione di incostituzionalità.
    17/09/2025La sentenza del Tribunale di Torino è pubblicata ufficialmente sulla Gazzetta Ufficiale.
    07/08/2025Termine fissato dal Tribunale per la presentazione delle memorie scritte da parte delle parti.
    12/02/2026Termine fissato dalla Corte per la presentazione delle memorie di replica.
    11/03/2026Fissata la data per l'udienza del caso presso la Corte costituzionale.
    Inizio aprileTempi previsti per la pubblicazione della decisione finale.

    1 Commento

    1 Commento

    1. Sonia Saracino

      14 gennaio 2026 alle 16:59

      Sono sposata con un italiano da 18 anni. Spero che anche questo matrimonio sia una benedizione; ne sarò molto felice. Grazie!!!

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