L'articolo del portale Italianismo, intitolato "I sindaci si ribellano alle multe per i ritardi nell'ottenimento della cittadinanza italiana.”, è stato riportato dalla stampa italiana questo giovedì 6.
O Il GazzettinoIl quotidiano, uno dei principali quotidiani veneti, ha evidenziato il coinvolgimento di Carlo Rapicavoli, direttore generale della Provincia di Treviso e dell'Anci Veneto, ente che rappresenta i comuni della regione, nel dibattito sulla lentezza dei processi di cittadinanza italiana per discendenza.
Secondo la pubblicazione italianaCresce il malcontento tra i brasiliani che attendono il riconoscimento della loro cittadinanza. iure sanguinis"Sono quasi 20 le domande presentate in Veneto da cittadini brasiliani che dichiarano di essere di origine italiana e che, pertanto, chiedono la cittadinanza in base a ciò." iure sanguinis", ha scritto il giornale. E, secondo il Il Gazzettino"Più di 4 di loro sono concentrati nella provincia di Treviso."
Rapicavoli ha risposto giustificando i ritardi citando una mancanza di struttura negli organi comunali: “Il punto è che c’era un piano straordinario che coinvolgeva 22 magistrati in anteriore Per quanto riguarda le domande di cittadinanza, non è stato previsto alcun piano straordinario per gli uffici comunali, che dovrebbero esaminare i documenti, verificando tutta la documentazione", ha affermato.
Per lui, la discrepanza tra magistratura e amministrazione locale crea un collo di bottiglia. "Basta considerare che alcuni comuni hanno un solo dipendente all'anagrafe", ha affermato.

La legge stabilisce che le richieste devono essere esaminate entro 30 giorni. In caso di mancato rispetto di tale termine, i tribunali possono accogliere i ricorsi e imporre sanzioni. "Quando ciò non avviene, il TAR (Tribunale Amministrativo Regionale) "Potrebbe accogliere i ricorsi, facendo pagare ai comuni le spese processuali e forse anche una multa", ha spiegato. "Alla luce del sistema attuale, tuttavia, è essenzialmente solo uno scherzo", ha aggiunto.
Il rapporto del Italianismo Sono stati segnalati casi di comuni citati in giudizio per non aver rispettato questa scadenza, come in Val di Zoldo e Castagnaro. In Brasile la reazione è stata intensa, soprattutto sui social media, con critiche ed espressioni di indignazione.
Rapicavoli ha minimizzato le reazioni negative: "Minacce e insulti sui social non mi preoccupano. Del resto, in questo campo, qualsiasi intervento fatto con senso critico viene attaccato".
Per lui, l'attenzione dovrebbe essere rivolta alla ricerca di soluzioni. "La cosa fondamentale, invece, è affrettarsi a fare riparazioni per consentire una gestione più equilibrata del tutto. Senza creare insidie per i Comuni, che stanno già cercando di fare tutto il possibile", ha concluso.
Rapicavoli si esprime sui social media.
Dopo la copertura mediatica, Carlo Rapicavoli ha utilizzato il suo profilo Facebook personale per rafforzare la posizione di Anci Veneto sulle difficoltà che i Comuni incontrano nello svolgimento dei processi di cittadinanza.
"Da tempo, ANCI Veneto segnala le criticità denunciate dai Comuni nella gestione di queste procedure, nonché le possibili illegittimità che, in alcune situazioni, possono verificarsi. Siamo sempre aperti al dialogo civile. Senza alcun condizionamento da diffide o contestazioni, anche severe, ma senza proposte concrete o contenuti giuridicamente rilevanti.", ha scritto.



























































