La presidente del Consiglio italiana, Giorgia Meloni, ha escluso venerdì (30) un’alleanza elettorale con Roberto Vannacci, ex generale dell’Esercito italiano e leader di Futuro Nazionale, in vista delle elezioni legislative del 2027. La decisione mette in luce uno scontro all’interno della destra italiana e coinvolge un politico che sostiene incentivi per attirare cittadini italiani residenti in Brasile.
Meloni ha affermato di voler affrontare le elezioni con l’attuale coalizione di centrodestra, senza dipendere da accordi che condizionino la sua azione di governo.
«Voglio chiedere agli italiani di permettermi di continuare a governare senza ricatti», ha dichiarato la premier in un’intervista rilasciata per un libro del giornalista Bruno Vespa, la cui pubblicazione è prevista per il 2 novembre.
La presidente del Consiglio ha attribuito a Vannacci la rottura con la coalizione di governo. L’ex generale ha lasciato la Lega, il partito di Matteo Salvini, nel febbraio 2026 e ha iniziato a guidare un progetto politico indipendente.
Secondo Meloni, Futuro Nazionale potrebbe dividere l’elettorato conservatore e favorire una vittoria del centrosinistra.
Vannacci ha respinto la critica. In un’intervista alla radio Rai Radio1, ha affermato che un’alleanza con la destra di governo resta possibile, a condizione che siano rispettate le condizioni politiche fissate dal suo partito.
Chi è Roberto Vannacci?
Ex generale dell’Esercito italiano e attualmente eurodeputato, Roberto Vannacci ha raggiunto la notorietà nazionale nel 2023 con il libro Il mondo al contrario.
Nell’opera sostiene posizioni conservatrici su immigrazione, identità nazionale, famiglia e costumi. Ha inoltre rilasciato dichiarazioni sull’omosessualità e sull’identità etnica che hanno provocato accuse di omofobia e razzismo.
Tra gli episodi più noti figurano le sue affermazioni sugli omosessuali e sulla pallavolista italiana Paola Egonu, figlia di genitori nigeriani.
Vannacci difende le proprie posizioni come parte di una critica al pensiero dominante e alle politiche di immigrazione e integrazione culturale.
Nel 2024 è stato eletto eurodeputato con la Lega. In seguito ha rotto con il partito e ha iniziato a costruire Futuro Nazionale come alternativa alla destra di governo.
Il partito ha guadagnato terreno nei sondaggi elettorali, ma ha registrato un calo nelle rilevazioni più recenti. Secondo la Supermedia YouTrend/AGI diffusa il 22 ottobre, il partito si attestava al 6,8% delle intenzioni di voto, contro il 7,6% della rilevazione precedente.
Ciononostante, questa percentuale potrebbe avere peso nella sfida del 2027, soprattutto in uno scenario di equilibrio tra le coalizioni.
Vannacci vuole attirare cittadini italiani dal Brasile
Uno dei punti del suo programma politico riguarda direttamente la comunità italiana residente all’estero.
Ad agosto, Italianismo ha mostrato che Futuro Nazionale sostiene incentivi fiscali per attirare cittadini italiani in età lavorativa che vivono fuori dall’Italia.
Il documento del partito cita espressamente Brasile, Argentina e Venezuela.
La proposta riguarda giovani famiglie, lavoratori e cittadini cui sia stata riconosciuta la cittadinanza in base al principio dello ius sanguinis, che consente la trasmissione della cittadinanza italiana per discendenza, alle condizioni stabilite dalla legge.
L’obiettivo dichiarato è affrontare la crisi demografica italiana, caratterizzata dall’invecchiamento della popolazione e dal calo delle nascite.
Il programma usa l’espressione «remigrazione in Italia» per descrivere la strategia volta ad attirare cittadini italiani che vivono all’estero.
Per i brasiliani che già possiedono la cittadinanza italiana, la misura potrebbe rappresentare un incentivo aggiuntivo a stabilire la residenza e a svolgere attività professionali nel Paese.
Il partito, tuttavia, non ha ancora trasformato la proposta in legge. Il programma non stabilisce un’agevolazione fiscale automaticamente disponibile per gli interessati.
Esiste inoltre una particolarità: molti cittadini italiani cui è stata riconosciuta la cittadinanza per discendenza sono nati in Brasile e non hanno mai vissuto in Italia. Per queste persone non si tratterebbe propriamente di un ritorno, ma di un trasferimento nel Paese della loro nazionalità.
Che cosa differenzia Vannacci da Meloni sulla cittadinanza?
La proposta di Vannacci acquista interesse alla luce delle modifiche introdotte dal governo Meloni nella legislazione sulla cittadinanza italiana.
Nel marzo 2025, l’Esecutivo ha approvato il decreto-legge 36/2025, successivamente convertito nella legge 74/2025.
La riforma ha introdotto restrizioni al riconoscimento della cittadinanza per discendenza, in particolare per le persone nate all’estero che possiedono un’altra nazionalità.
Le modifiche hanno colpito direttamente i brasiliani discendenti di italiani.
Il programma di Vannacci, dal canto suo, riconosce il potenziale dei cittadini italiani residenti all’estero nell’affrontare i problemi demografici ed economici dell’Italia.
Ciò non significa che l’ex generale sostenga il ritorno alle precedenti regole sulla cittadinanza per discendenza.
Finora, nel programma presentato da Futuro Nazionale non è stato individuato alcun impegno esplicito a revocare la legge 74/2025.
Sarebbe inoltre scorretto affermare che il governo Meloni non dispone di iniziative rivolte ai discendenti di italiani.
La stessa legislazione approvata nel 2025 ha aperto una possibilità di ingresso per lavoro subordinato, al di fuori delle quote migratorie ordinarie, per i discendenti di italiani provenienti da determinati Paesi.
Una successiva normativa ha incluso Brasile, Argentina, Venezuela e altri Paesi in questa modalità.
La differenza risiede dunque nelle politiche annunciate e nelle categorie interessate, e non in una contrapposizione assoluta tra un governo contrario alla diaspora e un partito favorevole ad essa.
Cittadinanza per servizio militare
Vannacci ha inoltre presentato una proposta che collega l’accesso alla cittadinanza italiana allo svolgimento del servizio militare.
Nell’aprile 2025, quando faceva ancora parte della Lega, l’eurodeputato ha sostenuto che per gli stranieri che avessero prestato servizio nelle Forze Armate tale impegno potesse essere considerato nel processo di naturalizzazione.
La dichiarazione è stata riportata da Italianismo all’epoca.
Secondo Vannacci, il servizio militare potrebbe dimostrare un legame effettivo con il Paese, a differenza di criteri basati esclusivamente sul luogo di nascita o sulla frequenza scolastica.
L’idea non è diventata una regola generale per la concessione della cittadinanza.
Immigrazione: Vannacci sostiene criteri più rigorosi
Le proposte a favore dei cittadini italiani residenti all’estero fanno parte di un programma che prevede significative restrizioni all’immigrazione.
Futuro Nazionale propone di portare da 10 a 20 anni il periodo di residenza richiesto agli stranieri extracomunitari per la naturalizzazione italiana.
Sostiene inoltre l’obbligo di conoscenza della lingua italiana a livello C1, restrizioni al ricongiungimento familiare e criteri di compatibilità culturale nell’ammissione dei lavoratori stranieri.
Il partito respinge le proposte note come ius soli e ius scholae, che mirano ad ampliare l’accesso alla cittadinanza sulla base della nascita sul territorio o della formazione scolastica in Italia.
Vannacci sostiene che la concessione della nazionalità debba essere legata a una dimostrazione effettiva di appartenenza alla comunità nazionale.
Queste proposte sono contestate da settori politici e organizzazioni che sostengono una maggiore integrazione degli immigrati.
Il termine di 20 anni, tuttavia, si riferisce alla naturalizzazione per residenza. Non va confuso con le norme sul riconoscimento della cittadinanza per discendenza.
Meloni chiude la porta, ma Vannacci ammette ancora un accordo
Nonostante la posizione espressa dalla presidente del Consiglio, Vannacci non ha escluso un futuro riavvicinamento.
In un’intervista al programma Un giorno da pecora, di Rai Radio1, il leader di Futuro Nazionale ha affermato che la possibilità di un’alleanza può arrivare al 100%, qualora siano rispettate le condizioni politiche del suo partito.
Secondo lui, le decisioni dovranno essere prese più vicino alle elezioni.
La dichiarazione dimostra che il rifiuto di Meloni non chiude necessariamente i negoziati tra i diversi gruppi conservatori.
Lo scenario elettorale italiano resta aperto e il risultato di Futuro Nazionale potrà influenzare le strategie della coalizione di governo.
Per i cittadini italiani residenti in Brasile, la sfida presenta un ulteriore aspetto: Vannacci ha posto gli italiani all’estero al centro di una proposta per affrontare la crisi demografica del Paese.
Resta da vedere se questa priorità si tradurrà in misure concrete e quale sarà la posizione definitiva del partito sulle restrizioni alla cittadinanza per discendenza introdotte dal governo Meloni.
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