Il vicepremier e ministro degli Esteri italiano, Antonio Tajani, ha affermato questo giovedì (29) che la precedente normativa sulla cittadinanza italiana era «molto generosa». La dichiarazione, rilasciata commentando i passaporti italiani dei figli di Jair Bolsonaro, mette in luce una contraddizione nel discorso del ministro che ha guidato la riforma del 2025.
La legge precedente non concedeva la cittadinanza per generosità. Riconosceva un diritto di nascita.
In base al principio dello iure sanguinis, chi soddisfaceva i requisiti di legge era considerato cittadino italiano dalla nascita, anche se il riconoscimento amministrativo avveniva decenni dopo.
Lo Stato non faceva un favore. Applicava la legge.
Questa distinzione è fondamentale, ma Tajani sembra ignorarla. Il riconoscimento della cittadinanza per discendenza era un atto vincolato dalla legge, non una decisione discrezionale del governo.
Tajani riconosce il diritto, ma definisce generosa la legge
In un’intervista al Corriere della Sera, ripresa dallo stesso ministero degli Esteri, Tajani ha ammesso che i figli di Bolsonaro hanno ricevuto i passaporti perché ne avevano diritto.
«Per diritto di sangue: abbiamo dato il passaporto ai cittadini che ne avevano diritto. Sono stato io a cambiare la legge, ricevendo molte critiche, perché molti facevano affari con la cittadinanza», ha affermato, in traduzione dall’italiano.
Successivamente, commentando lo stesso tema a Roma, ha definito la normativa precedente «molto generosa».
La contraddizione merita attenzione. Se i Bolsonaro avevano diritto alla cittadinanza, il suo riconoscimento non era il risultato di una liberalità dello Stato italiano.
Tajani può sostenere regole più restrittive. Ma definire generosa una normativa che riconosceva diritti di nascita non spiega giuridicamente il cambiamento.
Anche l’argomento secondo cui vi erano persone che facevano affari con la cittadinanza richiede una distinzione: contrastare frodi e irregolarità non equivale a restringere il diritto dei discendenti che rispettano la legge.
La riforma introdotta dal decreto-legge n. 36/2025, convertito nella legge n. 74/2025, è andata oltre il contrasto alle irregolarità. Ha modificato i criteri per la cittadinanza e ha colpito, con alcune eccezioni, persone nate prima della modifica legislativa.
Trump avrebbe chiesto la riforma
Le dichiarazioni di Tajani arrivano dopo una rivelazione pubblicata da Italianismo, questo giovedì (30).
La deputata Elisabetta Piccolotti, dell’Alleanza Verdi e Sinistra (Avs), ha affermato che Donald Trump avrebbe chiesto la riforma della cittadinanza italiana per impedire ai sudamericani di utilizzare passaporti italiani per entrare negli Stati Uniti.
L’affermazione riprende un sospetto sollevato nell’aprile 2025 da Pasquale Metafora, ex dipendente dell’Ambasciata italiana a Brasilia.
Finora non vi sono prove pubbliche che confermino la presunta richiesta americana.
Ma la dichiarazione della parlamentare solleva una questione che il governo italiano deve chiarire: vi è stata un’influenza straniera nell’elaborazione della riforma?
Lorenzato chiede un’indagine e cita un possibile reato
L’ex deputato italiano Luis Roberto Lorenzato ha reagito alla dichiarazione di Piccolotti e ha chiesto un’indagine sull’operato della Farnesina, il ministero guidato da Tajani.
«Se la Farnesina, ministero degli Esteri italiano, si è sottoposta illegalmente a interferenze straniere per restringere la cittadinanza italiana, i suoi responsabili devono essere indagati, anche in merito all’eventuale applicazione dell’articolo 264 del Codice penale italiano, Infedeltà in affari di Stato, qualora ne siano accertati i requisiti di legge!»
Lorenzato ha inoltre avanzato una seconda ipotesi: settori della stessa Farnesina potrebbero aver inventato o utilizzato la narrazione di pressioni americane per convincere il governo Meloni ad approvare una riforma che già desideravano.
«Trump ha davvero fatto questa richiesta o questa storia è stata fabbricata per giustificare il decreto-legge n. 36/2025?», ha chiesto.
Nessuna di queste ipotesi è stata dimostrata. L’eventuale applicazione dell’articolo 264 dipende da requisiti giuridici specifici che non sono dimostrati dalla sola esistenza di pressioni diplomatiche.
La vecchia legge poteva essere modificata, come è avvenuto. Ciò non significa che i riconoscimenti effettuati secondo le sue norme fossero favori o privilegi.
Chi nasceva italiano secondo la legislazione allora vigente non aveva bisogno della generosità di Tajani. Aveva bisogno che lo Stato italiano applicasse la propria legge.
ENTENDA: Reconhecimento não é concessão
RECONHECIMENTO: Na cidadania italiana por sangue (iure sanguinis), o Estado não cria um direito novo. Ele reconhece uma cidadania originária, existente desde o nascimento, quando comprovados os requisitos previstos na legislação aplicável.
CONCESSÃO OU AQUISIÇÃO: São situações juridicamente diferentes, como a naturalização por residência ou a aquisição da cidadania por casamento. Nesses casos, a pessoa não é considerada italiana desde o nascimento por descendência. Precisa cumprir condições legais específicas e passar pelo procedimento correspondente. O casamento, por si só, não gera cidadania automática.
Newsletter
Últimas do Italianismo
Todo dia, às 18h, um resumo do que aconteceu na Itália direto no seu e-mail.
É gratuito e você cancela quando quiser.
