«La Repubblica» solleva dubbi sui documenti della cittadinanza italiana di Flávio Bolsonaro
Il quotidiano italiano usa l’espressione «documenti più o meno in ordine» parlando della cittadinanza di Flávio Bolsonaro, riconosciuta nel 2023, e del ricongiungimento con Eduardo in Florida.
Flávio Bolsonaro discursa durante manifestação, ao lado de um retrato do ex-presidente Jair Bolsonaro | Foto: Reprodução
Il quotidiano italiano la Repubblica, tra i maggiori del Paese, ha pubblicato mercoledì (28) un articolo sulla cittadinanza italiana di Flávio Bolsonaro, riconosciuta nel 2023, sollevando dubbi sulla documentazione utilizzata nella procedura.
Il testo, firmato da Stefano Baldolini, affronta le interrogazioni parlamentari, tutte di sinistra, presentate dal Partito Democratico (PD) e dall’Alleanza Verdi e Sinistra (AVS) sulla cittadinanza dei figli dell’ex presidente Jair Bolsonaro.
Ma è nella frase finale che l’articolo adotta un tono allusivo:
«Ora, sangue italiano e documenti più o meno in ordine, sono tutti riuniti sotto lo stesso tetto in Florida.»
Tradotto: «Ora, con sangue italiano e documenti più o meno in ordine, sono tutti riuniti sotto lo stesso tetto in Florida».
La frase fa riferimento al ricongiungimento di Flávio con il fratello Eduardo Bolsonaro, che vive negli Stati Uniti dal 2025, in una situazione descritta dalla stampa come autoesilio. In questo contesto, l’espressione «documenti più o meno in ordine» suggerisce incertezza sulla regolarità della documentazione, senza dimostrare di per sé alcuna irregolarità.
Il governo italiano ha confermato il riconoscimento
Nel giugno 2025, il governo italiano ha confermato ufficialmente che a Flávio ed Eduardo Bolsonaro è stata riconosciuta la cittadinanza nel 2023. Carlos Bolsonaro ha concluso la procedura nel 2024.
Le procedure sono state condotte dall’Ambasciata d’Italia a Brasilia.
Nella risposta al Parlamento, la sottosegretaria all’Interno Wanda Ferro ha spiegato che il riconoscimento della cittadinanza per discendenza, noto come iure sanguinis, non comportava una valutazione discrezionale dell’amministrazione.
L’autorità consolare doveva verificare il rispetto dei requisiti di legge, indipendentemente dall’identità o dalla posizione politica dei richiedenti.
La normativa vigente nel 2023 consentiva il riconoscimento della cittadinanza per discendenza attraverso generazioni successive, purché fosse dimostrata la continuità della trasmissione.
Le interrogazioni sulla documentazione e sull’iter delle procedure sono legittime. Tuttavia, non è stata individuata alcuna decisione amministrativa o giudiziaria italiana che abbia annullato il riconoscimento della cittadinanza di Flávio Bolsonaro.
L’affermazione secondo cui i documenti sarebbero stati soltanto «più o meno in ordine» non è accompagnata, nelle informazioni ufficiali consultate, da alcuna irregolarità comprovata.
Riproduzione dell’articolo del quotidiano italiano la Repubblica, che solleva dubbi sulla documentazione della cittadinanza italiana di Flávio Bolsonaro, riconosciuta nel 2023 | Foto: Riproduzione/la Repubblica
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