La deputata italiana Elisabetta Piccolotti, di Alleanza Verdi e Sinistra (AVS), ha affermato in una discussione su Instagram che il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha chiesto al governo italiano una modifica della legislazione sulla cittadinanza per discendenza (iure sanguinis).
Secondo la parlamentare, l’intenzione sarebbe stata quella di impedire ai sudamericani di utilizzare passaporti italiani per entrare negli Stati Uniti.
La dichiarazione compare in una risposta attribuita a Piccolotti, riportata in schermate inviate a Italianismo.
«Sì, è cambiata perché lo ha chiesto Trump. L’obiettivo era impedire che i sudamericani potessero entrare negli Stati Uniti con passaporti italiani», ha scritto la deputata, in traduzione dall’italiano.
L’intervento è giunto in risposta a un’utente che sosteneva che la riforma fosse stata consentita dalla legislazione e approvata dall’attuale governo italiano.
Piccolotti ha inoltre criticato il mantenimento delle norme che rendono più difficile l’accesso alla cittadinanza per i figli di stranieri nati in Italia.
La dichiarazione richiama l’attenzione perché riprende un sospetto riportato da Italianismo nell’aprile 2025, subito dopo che il governo di Giorgia Meloni aveva ristretto il riconoscimento della cittadinanza per discendenza.
Italianismo pubblicò la denuncia nell’aprile 2025
Il 15 aprile 2025 Italianismo ha pubblicato l’articolo «Trump avrebbe fatto pressione su Meloni per modificare la cittadinanza?», basato sulle dichiarazioni di Pasquale Metafora, ex dipendente dell’Ambasciata d’Italia in Brasile.
Metafora, che ha lavorato per 26 anni nel settore consolare della rappresentanza diplomatica italiana a Brasília ed è stato candidato alla Camera per il Partito Democratico nel 2018, ha affermato che gli Stati Uniti avrebbero fatto pressione sull’Italia affinché restringesse la cittadinanza per discendenza.
Nel video diffuso all’epoca, sosteneva che l’amministrazione americana fosse preoccupata per circa 50 mila persone di origine italiana che sarebbero entrate negli Stati Uniti usando passaporti italiani e avrebbero superato il periodo di permanenza autorizzato.
Il dato fornito da Metafora non era accompagnato da documentazione ufficiale che consentisse di confermarne l’entità o le circostanze migratorie di queste persone.
L’ex dipendente ha inoltre affermato che precedenti governi italiani avrebbero resistito a pressioni analoghe da Washington.
L’articolo di Italianismo sottolineava allora che l’ipotesi non aveva alcuna conferma ufficiale.
La nuova dichiarazione di Piccolotti riporta la stessa affermazione al centro del dibattito, questa volta formulata pubblicamente da una deputata italiana in carica.
Che cosa è cambiato nella cittadinanza italiana
Il governo Meloni ha approvato, il 28 marzo 2025, il decreto-legge 36, che ha introdotto restrizioni al riconoscimento automatico della cittadinanza italiana per discendenza.
Il testo è stato convertito, con modifiche, nella legge 74 del 23 maggio 2025, in vigore dal giorno successivo.
La riforma ha stabilito limitazioni per le persone nate fuori dall’Italia e in possesso di un’altra cittadinanza, preservando specifiche ipotesi di riconoscimento e norme transitorie.
Tra le eccezioni previste figurano determinate condizioni legate alla cittadinanza dei genitori o dei nonni e alla residenza di uno dei genitori in Italia prima della nascita del figlio.
Nella presentazione della riforma, il governo italiano ha giustificato le modifiche con la necessità di rafforzare i legami effettivi dei cittadini con il Paese e di contrastare distorsioni nelle procedure di riconoscimento.
La documentazione ufficiale consultata non indica una richiesta degli Stati Uniti come fondamento della modifica legislativa.
L’affermazione della deputata deve ancora essere chiarita
La dichiarazione di Piccolotti non costituisce di per sé una prova che il governo americano abbia richiesto la riforma o partecipato alla sua elaborazione.
Nelle schermate esaminate da Italianismo, la parlamentare non presenta documenti né spiega l’origine dell’informazione.
Non è inoltre chiarito se l’affermazione si basi su contatti politici, informazioni ottenute in Parlamento o resoconti diffusi in precedenza.
Vi è inoltre un’importante distinzione tra restringere la concessione di nuovi riconoscimenti della cittadinanza e impedire l’ingresso di persone che già possiedono passaporti italiani.
La riforma del 2025 ha modificato le condizioni per il riconoscimento della cittadinanza italiana, ma non ha rappresentato di per sé un cambiamento nelle norme migratorie degli Stati Uniti.
Pertanto, anche se preoccupazioni americane avessero influenzato il dibattito, sarebbe necessario dimostrare il nesso tra tale preoccupazione e le decisioni adottate dal governo Meloni.
La questione centrale resta senza una risposta documentale: vi è stata effettivamente una richiesta dell’amministrazione Trump al governo italiano di modificare la legislazione sulla cittadinanza?
La dichiarazione della deputata accresce la rilevanza politica di questa domanda, la cui risposta dipende da chiarimenti e prove indipendenti.
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