Il Portogallo ha rilasciato 4.656 visti di residenza per lavoro subordinato a cittadini brasiliani tra gennaio e settembre 2026, pari a una media di 518 al mese. I dati sono stati ottenuti dal quotidiano Diário de Notícias presso il ministero degli Esteri portoghese.
I dati sono stati diffusi quasi un anno dopo la modifica della legge sugli stranieri che ha posto fine al rilascio del precedente visto per la ricerca di lavoro, una delle tipologie utilizzate dai cittadini brasiliani che intendevano trasferirsi in Portogallo senza un impiego garantito.
Dal 23 ottobre 2025, i consolati portoghesi hanno smesso di ricevere domande per questa categoria. La legge n. 61/2025 ha sostituito il documento con il visto per la ricerca di lavoro qualificato, destinato agli stranieri con competenze tecniche specialistiche.
La nuova tipologia non era ancora stata attuata alla data di diffusione dei dati, il 6 ottobre 2026. La sua applicazione dipende dalla definizione, mediante ordinanza, delle competenze professionali richieste.
Il visto per la ricerca di lavoro era tra i più richiesti
Prima della modifica legislativa, il visto per la ricerca di lavoro occupava una posizione di rilievo tra le autorizzazioni rilasciate dai consolati portoghesi in Brasile.
Nel 2024 sono stati rilasciati circa 12 mila visti di questa tipologia a cittadini brasiliani. Nel 2025, fino alla modifica della normativa, il numero ha raggiunto almeno 7 mila unità, secondo il DN.
Il documento consentiva l’ingresso in Portogallo per cercare lavoro durante il suo periodo di validità. In caso di assunzione e nel rispetto dei requisiti di legge, lo straniero poteva richiedere un’autorizzazione di soggiorno.
Con la soppressione di questa tipologia, i cittadini brasiliani che intendono lavorare come dipendenti di aziende portoghesi devono, di norma, presentare un contratto o una promessa di contratto per richiedere un visto di residenza per lavoro subordinato.
Il requisito modifica la pianificazione di chi intende trasferirsi in Portogallo, poiché l’assunzione deve essere avviata prima del viaggio.
Il Portogallo ha rilasciato visti anche a professionisti qualificati
I dati del ministero degli Esteri mostrano che i consolati portoghesi in Brasile hanno rilasciato 360 visti di residenza a professionisti altamente qualificati tra gennaio e settembre 2026.
Nello stesso periodo sono stati concessi altri 239 visti a lavoratori autonomi e imprenditori.
Queste categorie hanno requisiti specifici e non devono essere confuse con il nuovo visto per la ricerca di lavoro qualificato.
Il visto per attività altamente qualificata esisteva già prima della modifica della legge sugli stranieri e continua a essere una tipologia distinta.
Il ricongiungimento familiare ha registrato appena nove visti
Tra gennaio e settembre 2026, i consolati portoghesi in Brasile hanno rilasciato appena nove visti per ricongiungimento familiare, secondo i dati diffusi dal DN.
Nello stesso periodo sono stati concessi 2.482 visti di accompagnamento per richiedenti un visto di residenza.
La differenza risiede nella finalità delle procedure. Il visto per ricongiungimento familiare è destinato ai familiari di stranieri che già godono del diritto di soggiorno in Portogallo e intendono riunire la famiglia nel Paese.
Il visto di accompagnamento, invece, consente ai familiari di richiedere il documento insieme alla persona che sta presentando domanda per il visto principale di residenza.
Nei primi nove mesi del 2026 i consolati hanno inoltre rilasciato 2.949 visti di soggiorno temporaneo. Questa categoria riguarda permanenze limitate e non equivale di per sé a un’autorizzazione di soggiorno.
Cosa è cambiato per i cittadini brasiliani che vogliono lavorare in Portogallo
La legge n. 61/2025, pubblicata il 22 ottobre 2025 e in vigore dal giorno successivo, ha modificato le norme sull’ingresso e il soggiorno degli stranieri in Portogallo.
Una delle principali modifiche è stata la sostituzione del visto per la ricerca di lavoro con la tipologia destinata a professionisti con competenze tecniche specialistiche.
La normativa stabilisce che tali competenze siano definite mediante ordinanza governativa.
Finché la nuova categoria non sarà operativa, i cittadini brasiliani che intendono svolgere un’attività lavorativa subordinata in Portogallo possono continuare a richiedere il corrispondente visto di residenza, purché rispettino i requisiti di legge, compresa la presentazione di un contratto o di una promessa di contratto di lavoro.
I 4.656 visti concessi fino a settembre dimostrano che il rilascio delle autorizzazioni per i lavoratori assunti è proseguito nel 2026, nonostante la soppressione della precedente tipologia per la ricerca di lavoro.
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