La violenza registrata nelle città italiane nell’ultimo fine settimana ha posto adolescenti e giovani al centro del dibattito sulla sicurezza pubblica nel Paese. A Milano, dove si sono verificati gli scontri più gravi, sono state arrestate 48 persone, 34 delle quali minorenni, secondo i dati della polizia diffusi martedì 20.
Gli episodi si sono verificati durante una serie di manifestazioni contro l’aumento del costo della vita, i bassi salari e il deterioramento dei servizi pubblici. Migliaia di persone hanno partecipato pacificamente alle iniziative, ma gruppi più piccoli hanno compiuto saccheggi, danneggiamenti e scontri con la polizia a Milano, Torino e Bologna.
Nella zona di piazza del Duomo, nel centro di Milano, sono state distrutte vetrine e saccheggiati esercizi commerciali. La polizia ha utilizzato lacrimogeni e idranti per disperdere i gruppi che lanciavano oggetti contro gli agenti.
La violenza ha indotto il governo della presidente del Consiglio Giorgia Meloni a preparare nuove misure di sicurezza, compreso l’ampliamento dei poteri della polizia per trattenere preventivamente gli adolescenti.
Chi sono i giovani coinvolti negli scontri?
Le prime informazioni sugli arrestati indicano una partecipazione significativa di adolescenti e giovani adulti, molti dei quali residenti nei quartieri periferici di Milano.
Secondo un’indagine del quotidiano italiano Il Post, le persone coinvolte negli scontri non presentavano legami identificabili con un’unica organizzazione politica, collettivo o centro sociale.
Il profilo è diverso da quello tradizionalmente associato agli scontri tra manifestanti e polizia in Italia, spesso caratterizzati dall’azione di gruppi estremisti organizzati.
Oltre ai 48 arresti effettuati nel fine settimana a Milano, più di 340 persone sono state portate in questura per l’identificazione, anch’esse per la maggior parte minorenni.
I numeri si riferiscono a diverse procedure di polizia. L’accompagnamento per l’identificazione non significa necessariamente che la persona sia stata arrestata o accusata di un reato.
Gli stranieri sono la maggioranza tra le persone coinvolte?
I dati diffusi finora non suffragano questa conclusione. Secondo l’agenzia italiana Ansa, sei delle 28 persone arrestate in tutto il Paese sabato erano straniere.
L’informazione contrasta con le dichiarazioni di esponenti della Lega, il partito del vice presidente del Consiglio Matteo Salvini, che hanno collegato gli episodi all’immigrazione.
Politici del partito hanno usato l’espressione maranza per identificare i giovani coinvolti. Il termine viene impiegato in senso dispregiativo per riferirsi a determinati gruppi di adolescenti e giovani delle periferie urbane, spesso con connotazioni legate all’origine etnica o migratoria.
Anche la stessa classificazione per nazionalità richiede cautela. In Italia, i figli di stranieri nati nel Paese non ricevono automaticamente la cittadinanza italiana. Ciò significa che adolescenti nati e cresciuti sul territorio italiano possono comparire nelle statistiche della polizia come stranieri.
La nazionalità degli arrestati, pertanto, non consente di stabilire isolatamente un legame tra immigrazione e violenza.
L’inflazione al 4,2% accresce il malcontento
Gli scontri si sono verificati nel contesto dell’aggravarsi delle difficoltà economiche affrontate dalle famiglie italiane. I dati definitivi diffusi dall’Istituto nazionale di statistica (Istat) mostrano che l’inflazione annua ha raggiunto il 4,2% nel settembre 2026, contro il 3,3% di agosto.
L’accelerazione è stata trainata soprattutto dai prezzi dell’energia e degli alimentari non lavorati.
L’impatto è stato maggiore per le famiglie a basso reddito. Secondo l’Istat, nel terzo trimestre l’inflazione misurata dall’indice armonizzato ha raggiunto il 4,4% per i gruppi con i livelli di consumo più bassi, contro il 2,9% di quelli a reddito più elevato.
Le manifestazioni che hanno preceduto gli scontri hanno riunito studenti, insegnanti, pensionati, agricoltori e camionisti, con rivendicazioni relative ai salari, all’istruzione e ai prezzi dei carburanti.
Martedì, il vice presidente del Consiglio e ministro degli Esteri Antonio Tajani ha riconosciuto che la situazione economica sta provocando malcontento sociale.
Le difficoltà economiche contribuiscono a spiegare la mobilitazione dei manifestanti, ma non sono sufficienti a determinare le motivazioni individuali dei responsabili dei saccheggi e degli scontri.
Il governo Meloni prepara nuove misure di sicurezza
Alla luce degli episodi, il governo italiano prepara un nuovo pacchetto per la sicurezza pubblica. Tra le iniziative annunciate figura l’invio di 500 militari per rafforzare la presenza delle forze di sicurezza a Milano.
L’esecutivo discute inoltre l’ampliamento della possibilità di trattenere preventivamente i minorenni ritenuti un rischio per l’ordine pubblico, oltre all’introduzione di nuove restrizioni per determinate manifestazioni. Le proposte devono ancora essere formalizzate e definirne la portata giuridica.
Meloni ha condannato gli scontri e accusato gruppi violenti di approfittare di manifestazioni legittime per provocare disordini.
L’inasprimento della risposta della polizia, tuttavia, incontra le critiche di settori dell’opposizione, che sostengono misure rivolte anche alle disuguaglianze sociali e alle difficoltà affrontate dai giovani.
Il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, ha riconosciuto la legittimità delle rivendicazioni economiche, ma ha condannato gli atti di violenza e i danni causati alla città.
Gli scontri non sono una novità in Italia
Nonostante la risonanza degli episodi recenti, la violenza durante le manifestazioni non è una novità nel Paese. Nel gennaio 2026, gli scontri durante una protesta a Torino hanno lasciato feriti oltre cento poliziotti. Il mese successivo, anche una manifestazione contro i Giochi olimpici invernali si è conclusa con scontri a Milano.
L’Italia ha una storia di episodi violenti che coinvolgono gruppi estremisti di diversi orientamenti politici.
La principale differenza rilevata nelle analisi sui recenti disordini risiede nella significativa presenza di adolescenti e giovani senza legami identificati con le organizzazioni politiche tradizionali.
Il fenomeno presenta analogie con episodi registrati in Francia, dove i gruppi che compiono danneggiamenti e scontri durante le manifestazioni vengono spesso chiamati casseurs.
Sono previste nuove manifestazioni
La tensione potrebbe proseguire nei prossimi giorni. Un gruppo denominato Movimento 17 ottobre ha annunciato una mobilitazione permanente, con proteste previste nei pomeriggi del sabato.
Il governo Meloni cerca di contenere nuovi episodi di violenza, mentre sindacati, movimenti studenteschi e altri settori organizzati mantengono le rivendicazioni legate al costo della vita.
Gli scontri hanno inoltre ampliato il dibattito sulla partecipazione dei giovani alla violenza urbana e sui limiti delle misure di polizia adottate per garantire la sicurezza durante le manifestazioni.
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