Tre comuni del Nord Italia hanno approvato una tariffa di mille euro per la celebrazione di matrimoni civili quando almeno uno degli sposi ha cittadinanza straniera, anche se la coppia risiede nel comune in cui intende sposarsi.
La tariffa è stata introdotta da Claviere, Pragelato e Sestriere, località della regione Piemonte, in provincia di Torino, vicino al confine con la Francia.
Le decisioni sono state adottate dalle amministrazioni comunali all’inizio di ottobre e hanno sollevato interrogativi sul diverso trattamento riservato a italiani e stranieri.
Fino ad allora, le tariffe tenevano conto soprattutto della residenza degli sposi. La cerimonia civile celebrata presso la sede del municipio era gratuita per le coppie residenti, mentre la presenza di almeno un non residente comportava una tariffa di 250 euro.
Con le nuove regole, anche la cittadinanza diventa un criterio. La tariffa di mille euro sarà applicata ogniqualvolta almeno uno dei futuri coniugi abbia cittadinanza straniera, indipendentemente dal comune in cui risiede.
I Comuni invocano l’aumento della burocrazia
Le amministrazioni giustificano la modifica con il lavoro supplementare richiesto ai funzionari incaricati di esaminare i documenti presentati dagli stranieri.
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Secondo Diego Joannas, segretario comunale dell’Unione dei Comuni Olimpici della Via Lattea, gli uffici di stato civile comunali hanno registrato richieste di matrimonio che coinvolgono cittadini italiani e stranieri e che richiedono verifiche documentali più complesse.
Tra le procedure citate figurano il controllo dei documenti rilasciati all’estero e l’esame delle traduzioni.
La nuova tariffa, tuttavia, non copre eventuali spese degli sposi per traduzioni, legalizzazioni, apostille e altri documenti necessari al matrimonio.
L’associazione di giuristi contesta il provvedimento
L’Associazione per gli Studi Giuridici sull’Immigrazione (ASGI), organizzazione italiana specializzata nei diritti degli immigrati, ha annunciato di voler impugnare le tre delibere.
La contestazione riguarda l’adozione della cittadinanza come criterio per determinare l’importo richiesto per un servizio comunale.
Secondo le nuove regole, due coppie residenti nella stessa città possono pagare importi diversi per la medesima cerimonia, a seconda della cittadinanza dei loro componenti.
La controversia giuridica riguarda proprio la possibilità di un trattamento discriminatorio tra cittadini italiani e stranieri.
L’intenzione di ricorrere è stata resa nota dall’associazione alla stampa italiana. Ciò, tuttavia, non significa che le delibere siano già state sospese o annullate dalla giustizia.
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Altre città potrebbero riesaminare la proposta
La tariffa è stata inoltre discussa da altri comuni che fanno parte dell’Unione dei Comuni Olimpici della Via Lattea.
Mauro Meneguzzi, presidente dell’ente e sindaco di Sauze d’Oulx, ha riferito che la proposta sarebbe stata riesaminata prima di un’eventuale adozione da parte di altre amministrazioni.
Una delle alternative in discussione è mantenere la gratuità per le coppie con almeno un residente nel comune, indipendentemente dalla cittadinanza.
Per il momento, le delibere formalmente individuate sono quelle di Claviere, Pragelato e Sestriere. Non vi è conferma che le altre città dell’unione comunale abbiano adottato la stessa tariffa.