Il Vaticano ha rimosso la figura che rappresenta il bambino Gesù avvolto nella kefiah, sciarpa simbolo della resistenza palestinese, dal presepe esposto nell'Aula Paolo VI, palcoscenico delle udienze generali di Papa Francesco nei mesi freddi.
Un'immagine pubblicata dal portale Vatican News mostra l'assemblea senza la sciarpa e senza il bambino Gesù, che, tradizionalmente, viene restituito al presepe la vigilia di Natale.
“Il bambino sarà collocato nel presepe nella notte tra il 24 e il 25 dicembre”, assicura la Sala Stampa della Santa Sede.
Quanto alla sciarpa, il Vaticano si è limitato a dire che era stata aggiunta “all'ultimo minuto” all'opera, realizzata da artisti palestinesi di Betlemme, nella Cisgiordania occupata.
La Corte Suprema ha ribadito: la cittadinanza nasce con la persona.
- Si è aperto un nuovo fronte legale
- È ancora possibile presentare le istanze.
- Valutazione individuale prima di qualsiasi decisione.
Nei giorni scorsi le foto del Papa davanti a un simbolo così suggestivo per la causa palestinese hanno turbato la comunità ebraica.
Il presidente della Federazione dell'Amicizia Ebraico-Cristiana d'Italia, Marco Cassuto Morselli, ha espresso “sgomento” nei confronti del Bambino Gesù per la kefiah, mentre il rabbino capo di Genova, Giuseppe Momigliano, ha affermato che l'episodio è “particolarmente inquietante” perché ignorato l'origine ebraica di Cristo.
L'artista palestinese Taisir Hasbun, curatore del presepe, ha affermato che il progetto è “un'occasione per i cittadini di Betlemme [luogo di nascita di Cristo] di farsi ascoltare”. «È un modo per far conoscere la nostra esistenza ai visitatori presenti nell'Aula Paolo VI», ha spiegato a Vatican News.
Francesco ha lanciato ripetuti appelli in difesa della pace in Medio Oriente e, in un libro recentemente pubblicato, ha chiesto “attente” indagini per determinare se la guerra nella Striscia di Gaza possa equivalere a “genocidio”. (ANSA)








































