Il primo dibattito del secondo turno tra Luiz Inácio Lula da Silva (PT) e Flávio Bolsonaro (PL), svoltosi domenica (18), ha avuto eco sulla stampa italiana per i toni aggressivi e lo scambio di accuse personali. Il quotidiano Corriere della Sera, tra i principali in Italia, ha paragonato il confronto presidenziale a un ring, nel quale il dibattito politico ha lasciato spazio a insulti e frasi a effetto.
In un reportage pubblicato questo lunedì (19), l’inviata a San Paolo Sara Gandolfi ha descritto un duello segnato da attacchi verbali, provocazioni e accuse di corruzione.
«Più che un dibattito elettorale, un ring», ha scritto la giornalista.
Per descrivere il clima del confronto, il giornale ha fatto ricorso a parole come «bugiardo», «ladro», «corrotto», «teppista» e «pagliaccio».
La testata afferma che milioni di brasiliani hanno seguito l’incontro in televisione e sui cellulari, a una settimana dal secondo turno, in programma il 25 ottobre.
Il giornale italiano mette in risalto gli attacchi e le difficoltà di Lula
Secondo il Corriere della Sera, Flávio Bolsonaro ha mostrato disinvoltura davanti alle telecamere, pur assumendo in alcuni momenti un atteggiamento giudicato arrogante.
Il senatore ha fatto leva sull’insoddisfazione di una parte della popolazione per il costo della vita e ha messo in discussione i risultati dei governi del PT.
Lula, dal canto suo, ha avuto difficoltà a rispondere alle accuse rivolte al PT e a suo figlio Fábio Luís Lula da Silva, noto come Lulinha, secondo l’inviata.
Il giornale ha descritto il presidente come una persona che, in alcuni momenti, è stata messa sotto pressione dall’avversario, impiegando tempo a difendere i risultati dei suoi governi.
Uno degli episodi messi in risalto si è verificato quando Flávio ha invitato Lula ad avvicinarsi durante il confronto.
«Non voglio stare vicino a chi ha legami con le milizie», ha risposto il presidente, secondo il reportage italiano.
Flávio ha inoltre rivolto accuse all’avversario, collegando i governi del PT a scandali di corruzione.

«Malandro carioca» irrompe nello scambio di provocazioni
Un’altra dichiarazione che ha segnato il dibattito è stata l’espressione «malandro carioca», usata da Lula per riferirsi a Flávio Bolsonaro.
L’episodio si è verificato durante una discussione sui tagli alla spesa pubblica. Lula ha contestato le proposte dell’avversario e ha menzionato, con tono ironico, la possibilità che il senatore ricorresse a una motosega presa in prestito dal presidente argentino Javier Milei.
Subito dopo, ha definito Flávio «malandro carioca» e «bugiardo incallito».
Il senatore ha reagito affermando che l’espressione aveva offeso la popolazione di Rio de Janeiro.
«Voglio esprimere la mia solidarietà a tutti i miei fratelli e sorelle di Rio de Janeiro, che sono stati chiamati malandri dal mio concorrente», ha dichiarato Flávio.
Costo della vita e sicurezza pubblica sono anch’essi al centro dello scontro
Nonostante il risalto dato agli attacchi personali, l’inviata italiana ha affrontato questioni economiche e sociali che influenzano la campagna presidenziale.
Una di queste è la contesa per l’elettorato della cosiddetta classe C, segmento che rappresenta una quota rilevante della popolazione brasiliana.
Il Corriere osserva che Flávio cerca di conquistare questi elettori facendo leva sull’insoddisfazione per il prezzo degli alimenti e sulle difficoltà finanziarie.
Il reportage menziona inoltre la criminalità organizzata, l’indebitamento pubblico, gli alti tassi di interesse e la bassa crescita economica di lungo periodo come sfide per il prossimo presidente.
Nel dibattito, Lula ha difeso i risultati dei suoi governi e ha criticato i rapporti politici della famiglia Bolsonaro con gli Stati Uniti. Flávio ha presentato proposte per inasprire la lotta alla criminalità organizzata e ha messo in discussione la gestione dell’economia da parte del PT.
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