Uno dei più importanti quotidiani italiani, il Corriere della Sera, ha evidenziato giovedì (15) l’influenza degli evangelici nella corsa alla presidenza del Brasile. In un’analisi pubblicata a dieci giorni dal secondo turno, il quotidiano italiano richiama l’attenzione sull’ampio vantaggio di Flávio Bolsonaro (PL) su Luiz Inácio Lula da Silva (PT) tra gli elettori di questo segmento religioso.
L’articolo, firmato dalla giornalista Sara Gandolfi, è stato intitolato “Le due anime del Brasile (e il peso degli evangelici)”, che significa “Le due anime del Brasile (e il peso degli evangelici)”.
Pubblicata nella newsletter Mondo Capovolto, l’analisi presenta un Paese profondamente diviso e colloca il comportamento dell’elettorato evangelico tra gli elementi principali della competizione presidenziale.
Bolsonaro al 60% tra gli evangelici, contro il 28% di Lula
Il Corriere della Sera riporta i risultati di un sondaggio Quaest, presentati durante una trasmissione di GloboNews a Rio de Janeiro, seguita dalla giornalista italiana.
Secondo il rilevamento, Flávio Bolsonaro raccoglie il 60% delle intenzioni di voto tra gli evangelici, mentre Lula si ferma al 28%. Il divario è di 32 punti percentuali.
Il quotidiano sottolinea, in italiano, il “forte vantaggio di Bolsonaro jr fra gli evangelici”, espressione che significa “forte vantaggio di Bolsonaro figlio tra gli evangelici”.
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Nell’insieme dell’elettorato, la sfida è molto più equilibrata. Flávio raccoglie il 46% delle intenzioni di voto, contro il 44% di Lula, una differenza che il sondaggio considera un pareggio tecnico.
Il quotidiano italiano usa l’espressione “parità tecnica” per descrivere il risultato.
L’analisi segnala inoltre una situazione inversa tra i beneficiari del Bolsa Família. In questo gruppo, Lula raccoglie il 60% delle intenzioni di voto, contro il 31% di Flávio Bolsonaro.
Gli evangelici rappresentano quasi il 27% della popolazione brasiliana
Il peso elettorale evidenziato dal Corriere della Sera accompagna una trasformazione del profilo religioso del Brasile.
Secondo il Censimento 2022 dell’Istituto brasiliano di geografia e statistica (IBGE), gli evangelici rappresentavano il 26,9% della popolazione brasiliana di età pari o superiore a 10 anni, contro il 21,7% del 2010.
Nello stesso periodo, la quota dei cattolici è scesa dal 65% al 56,7%.
La crescita degli evangelici ha accresciuto l’importanza di questo segmento nella competizione politica, sebbene i suoi appartenenti non costituiscano un blocco elettorale omogeneo.
Un quotidiano italiano descrive un Brasile diviso
La corrispondente Sara Gandolfi ha seguito la diffusione del sondaggio dagli studi di GloboNews a Rio de Janeiro e ha descritto un clima di attesa per l’imminenza del secondo turno, fissato al 25 ottobre.
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L’analisi non si limita al voto religioso. Affronta anche la difficoltà dei candidati nel conquistare gli elettori che si sono astenuti o hanno votato scheda bianca o nulla al primo turno.
Secondo i dati citati dal quotidiano, il 43% di questi elettori ha dichiarato l’intenzione di votare per Lula, mentre il 38% ha indicato una preferenza per Flávio Bolsonaro.
Il testo include inoltre un’intervista a Marcelo Lins, analista politico di GloboNews, sulla forza della destra sui social network, sulla persistenza dell’influenza di Jair Bolsonaro e sulle difficoltà per l’emergere di nuove leadership nel Paese.
Inserendo il peso degli evangelici nel titolo della sua analisi, uno dei principali quotidiani italiani dà visibilità internazionale all’importanza di questo segmento religioso nelle elezioni brasiliane.
La pubblicazione presenta la sfida tra Lula e Flávio Bolsonaro come un confronto equilibrato, nel quale la mobilitazione dei diversi gruppi dell’elettorato potrà rivelarsi decisiva.