Se confermata, la nomina garantirebbe a Temer un foro privilegiato. La decisione sarà presa dal presidente eletto Jair Bolsonaro
Ci sono buone probabilità che il Presidente Michel Temer venga nominato ambasciatore del Brasile dopo aver lasciato la presidenza. Fonti del Palazzo Presidenziale e del Ministero degli Affari Esteri (MRE) hanno dichiarato al quotidiano Correio Brasiliense che Temer è un candidato valido per assumere l'incarico di ambasciatore a Roma, sebbene il Ministero degli Affari Esteri, contattato dal quotidiano, non abbia rilasciato dichiarazioni ufficiali in merito.
La nomina è trattata come una “uscita onorevole” per il presidente alla fine del suo mandato. L'incarico è considerato uno dei più prestigiosi del corpo diplomatico brasiliano, essendo parte dell'imponente Circuito Elizabeth Arden, che comprende anche rappresentanze a New York, Londra e Parigi. Attualmente l'ambasciata è guidata da Antonio de Aguiar Patriota, diplomatico di carriera ed ex cancelliere di Dilma Rousseff (PT).
Foro privilegiato
Una volta confermata la nomina, Temer manterrà il foro privilegiato. Secondo l'esperto di relazioni internazionali Creomar Souza, professore all'Università Cattolica di Brasilia (UCB), l'immunità degli ambasciatori si estende all'interno e all'esterno del Brasile. “Ciò che sta accadendo a Brasilia in questo momento è che i personaggi politici rimasti senza incarichi elettivi cercano posizioni con le quali mantengono una posizione privilegiata. Il vantaggio si estende a Brasile e Italia, in questo caso. Il ruolo di ambasciatore renderebbe il presidente una sorta di ministro al servizio del Brasile”, afferma.
Inoltre, a giudicare dai recenti eventi, l'ambasciata brasiliana a Roma avrà un ruolo significativo nel prossimo governo. Il presidente eletto Jair Bolsonaro (PSL), che deciderà se nominare o meno Temer, ha incontrato l'ambasciatore italiano per discutere della possibile estradizione dell'ex attivista italiano Cesare Battisti, accusato di terrorismo in Europa e attualmente in esilio in Brasile.
Storia
Un tempo l'ambasciata di Roma era occupata da nomi importanti del servizio estero, come Paulo Tarso Flecha de Lima, la cui moglie, Lúcia Flecha de Lima, lavorò al restauro del Palazzo Panphili, un edificio barocco costruito tra il 1644 e il 1650, in Piazza Navona.
Dal 1920 è sede dell'ambasciata del Brasile in Italia, diventando proprietà della Repubblica brasiliana nel 1964. Restaurato nel 2000, il palazzo è stato ridipinto con il colore che aveva nel XVIII secolo. Il sito conta tre cortili interni e 23 stanze con affreschi di artisti famosi come Giacinto Gimignani, Gaspard Dughet, Andrea Camassei, Giacinto Brandi, Francesco Allegrini e Pier Francesco Mola. Il pittore barocco Pietro de Cortona dipinse la lunga galleria, tra il 1651 e il 1654, su progetto di Francesco Borromini, con la “Storia di Enea”.
La Presidenza della Repubblica nega che Temer abbia interesse ad accettare un eventuale incarico presso l'ambasciata italiana o qualsiasi altra sede diplomatica. Attraverso l'ufficio stampa, Palácio do Planalto ha dichiarato che non farà ulteriori commenti in merito. Gli interlocutori del presidente affermano che la presunta nomina a un incarico all'estero presenta due inconvenienti. Il primo è che l’attuale capo dell’esecutivo federale non si sentirebbe a suo agio nel rispondere al nuovo governo – condizione alla quale si porrebbe come ambasciatore. La seconda giustificazione è che, giuridicamente, il presidente ritiene che non vi sia alcun vantaggio nel mantenere il foro privilegiato presso il Tribunale federale (STF). I ministri hanno negato le richieste della sua difesa. Sarebbe quindi più vantaggioso che la causa si rivolgesse ad un giudice di primo grado.
da Correio brasiliano