Un gruppo di consiglieri di Belluno ha proposto la creazione di un consorzio tra i comuni della provincia per fare pressione sul governo italiano affinché modifichi la legge sulla cittadinanza per discendenza. La proposta verrà discussa il 31 marzo, durante una seduta del consiglio comunale.
L’iniziativa è dei consiglieri Anna Candeago, Giangiacomo Nicolini, Marco Perale, Ilenia Bavasso, Riccardo Samaria e Jacopo Massaro. Chiedono al sindaco di Belluno, Oscar De Pellegrino, guidare l'articolazione con gli altri municipi.
Il gruppo sostiene che gli uffici locali sono sommersi dalle domande di cittadinanza iure sanguinis – diritto di sangue – presentate dai discendenti, soprattutto brasiliani.
Secondo il documento, la struttura attuale è insufficiente. Anche con l'addebito di spese amministrative, che variano tra 300 e euro 600, la mancanza di personale rende difficile l'esecuzione dei processi.
La Corte Suprema ha ribadito: la cittadinanza nasce con la persona.
- Si è aperto un nuovo fronte legale
- È ancora possibile presentare le istanze.
- Valutazione individuale prima di qualsiasi decisione.
Pressione per cambiamenti nella legge
I consiglieri chiedono inoltre al sindaco di intervenire presso il governo affinché revochi una circolare del Ministero dell'Interno che, a loro dire, creerebbe incertezza in merito alla verifica della residenza abituale dei richiedenti.
Propongono inoltre che l'ordine del giorno venga inviato anche ad altri comuni, Provincia di Belluno (69 comuni), all’Anci Veneto e alla Regione Veneto. L'obiettivo è quello di formare un ampio fronte di pressione per ottenere modifiche alla legge 91/1992.
Una delle proposte è la creazione di un limite generazionale per il riconoscimento della cittadinanza, limitando la trasmissione ai discendenti più prossimi. Propongono inoltre di escludere dal quorum elettorale comunale gli elettori all'estero che non votano.
Il sindaco di Zoldo sostiene il provvedimento
Camillo De Pellegrin, sindaco della Val di Zoldo e attivista per la revisione della cittadinanza per discendenza, ha elogiato la proposta. “Complimenti al comune di Belluno. Si tratta di un’azione necessaria in un momento cruciale”, ha affermato.
Secondo De Pellegrin, il modello attuale ha trasformato la cittadinanza italiana in una "merce di mercato". Egli auspica una riforma urgente per prevenire gli abusi e garantire che il legame con l'Italia sia autentico.
“La cittadinanza è un valore, non un bene negoziabile. Dobbiamo proteggere il vero significato di questo diritto”, ha concluso.








































