Un’ondata di minacce di bomba ha colpito almeno 32 voli commerciali in Europa dall’inizio della settimana, provocando deviazioni di rotta, atterraggi d’emergenza e la mobilitazione di caccia militari. Solo questo giovedì (5), sono stati coinvolti almeno 25 voli, secondo un bilancio del quotidiano britannico The Guardian.
Gli episodi hanno coinvolto diverse compagnie aeree, tra cui Ryanair, Aer Lingus, Wizz Air, Finnair, Iberia ed easyJet, con casi registrati in Paesi come Italia, Francia, Spagna, Portogallo, Irlanda, Bulgaria e Repubblica Ceca.
Tutti gli aerei coinvolti sono atterrati in sicurezza. Finora, le ispezioni effettuate dalle autorità non hanno trovato esplosivi.
Le minacce hanno fatto sorgere il sospetto di un’azione coordinata per provocare disagi all’aviazione europea. La paternità, tuttavia, resta sconosciuta.
I messaggi menzionano un gruppo estremista russo
Uno degli elementi principali dell’indagine sono le e-mail inviate agli aeroporti di Roma e Sofia, in Bulgaria, che menzionano il movimento russo di estrema destra Muzhskoye Gosudarstvo, noto come Stato Maschile.
I messaggi erano firmati da presunti membri del gruppo, che si presenta come ultranazionalista e sostiene posizioni misogine.
Il movimento è stato fondato nel 2016 da Vladislav Pozdnyakov e vietato dalla giustizia russa nel 2021, dopo essere stato classificato come organizzazione estremista.
Secondo l’agenzia France-Presse (AFP), le e-mail contenevano minacce di esplosioni a bordo di aeromobili e affermavano che gli attacchi sarebbero avvenuti entro 60 minuti.
Il riferimento al movimento, tuttavia, non prova il suo coinvolgimento negli episodi. Non vi sono prove pubbliche che il gruppo abbia organizzato le minacce o che vi sia un coinvolgimento del governo russo.
Le autorità europee continuano a indagare sull’origine dei messaggi e su possibili collegamenti tra gli incidenti.
L’Italia è tra i principali obiettivi
L’Italia è stata uno dei Paesi più colpiti dagli allarmi, con episodi riguardanti voli in partenza o in arrivo a Roma e Milano.
Uno degli episodi più gravi ha riguardato il volo EI402 di Aer Lingus, partito da Dublino, in Irlanda, e diretto all’aeroporto di Fiumicino, a Roma.
Dopo aver ricevuto una minaccia di bomba, l’aeromobile è stato dirottato verso la base aerea militare di Évreux, in Francia, sotto scorta di caccia francesi.
L’aereo trasportava 151 passeggeri e sei membri dell’equipaggio, che sono stati fatti scendere in sicurezza.
Le autorità francesi hanno inoltre avviato un’indagine sulla condotta del pilota che, secondo informazioni diffuse dall’AFP, avrebbe inizialmente opposto resistenza all’ordine di atterrare in una struttura militare, preferendo un aeroporto civile.
La compagnia aerea ha dichiarato di collaborare con le autorità francesi.
Un altro incidente ha riguardato un volo Finnair tra Helsinki e Roma, scortato da aeromobili militari prima di atterrare regolarmente nella capitale italiana.
A Milano, un aereo Wizz Air in volo da Malpensa a Varsavia è stato dirottato verso Vienna, in Austria.
Sono stati inoltre registrati allarmi contro voli arrivati all’aeroporto di Malpensa da Salonicco, in Grecia, e da Porto, in Portogallo, operati rispettivamente da Aegean Airlines e Ryanair.
Nessuna delle ispezioni ha individuato esplosivi.
Caccia militari mobilitati in tre Paesi
Oltre all’Italia e alla Francia, la Bulgaria ha mobilitato la propria Aeronautica militare dopo minacce contro tre aerei Ryanair diretti a Sofia.
Gli aeromobili erano partiti da Madrid, Copenaghen e Londra.
I primi due voli sono atterrati nella capitale bulgara. Il terzo, proveniente da Londra, è stato dirottato verso l’aeroporto di Plovdiv.
Dopo le ispezioni, le autorità bulgare hanno escluso la presenza di esplosivi.
Nella Repubblica Ceca, anche quattro aerei diretti a Praga sono stati oggetto di minacce. Tutti sono atterrati in sicurezza e i controlli della polizia hanno dato esito negativo.
Altri allarmi sono stati registrati negli aeroporti di Madrid, Bruxelles e Copenaghen.
L’Unione europea indaga su una possibile azione coordinata
Il commissario europeo ai Trasporti, Apostolos Tzitzikostas, ha affermato che è ancora troppo presto per stabilire se gli episodi siano collegati.
Ha chiesto cooperazione tra autorità nazionali, compagnie aeree, gestori aeroportuali e forze di sicurezza per garantire la protezione dei passeggeri.
In Italia, il ministro della Difesa, Guido Crosetto, ha associato il modello degli incidenti alle caratteristiche di operazioni condotte al di sotto della soglia di un conflitto militare convenzionale, spesso definite guerra ibrida.
Questo tipo di azione può comportare attacchi informatici, sabotaggi e altre operazioni volte a provocare instabilità senza uno scontro militare diretto.
Nonostante i sospetti, non vi sono prove pubbliche che consentano di attribuire le minacce a un Paese, a un’organizzazione o a un gruppo specifico.
La sequenza di episodi ha attirato l’attenzione delle autorità per il numero di voli coinvolti in pochi giorni e per la somiglianza tra alcuni messaggi inviati a diversi aeroporti.
Anche quando gli allarmi si rivelano falsi, le procedure di sicurezza richiedono ispezioni di aeromobili, passeggeri e bagagli, oltre a eventuali cambi di rotta.
Le operazioni provocano ritardi e costi aggiuntivi per le compagnie aeree.
Le indagini proseguono in diversi Paesi europei per identificare i responsabili e chiarire se le minacce facciano parte della stessa operazione.
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