Medici, infermieri, venditori e cassieri sono tra i professionisti più colpiti da problemi di salute mentale legati al lavoro in Italia. Lo rileva un’indagine dell’Istituto nazionale per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro (Inail), con dati dal 2019 al 2023.
Lo studio mostra che il settore sanitario concentra la quota maggiore delle segnalazioni di malattie psichiche associate al lavoro, con l’11,8% dei casi analizzati per settore economico. Seguono il commercio al dettaglio, con il 9,8%, e la pubblica amministrazione, con il 6,3%.
I dati fanno parte di un rapporto pubblicato dall’Inail nel settembre 2025 e aiutano a individuare le attività professionali maggiormente presenti nelle segnalazioni di problemi psicologici legati all’ambiente di lavoro.
Sebbene questi settori figurino ai vertici della classifica, le percentuali non rappresentano la quota di lavoratori che soffrono di stress in ciascuna professione.
Quali sono le professioni più stressanti in Italia?
Nel settore sanitario, i medici rappresentano il 29,1% delle segnalazioni del comparto, seguiti dagli infermieri, con il 20%, e dai professionisti responsabili del trasporto dei pazienti, con il 18,2%.
Nel commercio al dettaglio, venditori e cassieri concentrano il 56,3% delle segnalazioni. Nella pubblica amministrazione, invece, gli impiegati che svolgono attività di segreteria rappresentano il 22,2%.
Infográfico · Saúde mental no trabalho
Onde o trabalho mais pesa na mente dos italianos
Setores e profissões com mais registros de doenças psíquicas ligadas ao trabalho (2019–2023)
Queste professioni comportano diversi fattori di pressione, come il contatto con il pubblico, le responsabilità professionali, gli orari prolungati e le difficoltà nei rapporti di lavoro.
L’indagine ha inoltre individuato associazioni rilevanti tra malattie psichiche e le attività di banche, fondi d’investimento e call center.
Ciò non significa necessariamente che queste professioni presentino i più alti livelli di stress tra tutti i lavoratori italiani.
Oltre 2 mila casi di malattie psichiche in cinque anni
Tra il 2019 e il 2023, l’Inail ha ricevuto 2.047 segnalazioni di malattie psichiche attribuite al lavoro. Di queste, 149 sono state riconosciute ufficialmente come malattie professionali, pari al 7,3%.
Il tasso è significativamente inferiore a quello registrato per altre malattie professionali, che hanno ottenuto un riconoscimento del 47,1% nello stesso periodo.
Secondo l’istituto, una delle principali difficoltà consiste nel dimostrare il legame tra l’insorgenza di disturbi psicologici e le condizioni di lavoro.
I disturbi mentali possono avere cause diverse, rendendo più complessa l’identificazione dei fattori professionali coinvolti.
Un altro sistema italiano di monitoraggio, il MalProf, ha registrato 782 segnalazioni di malattie psichiche tra il 2019 e il 2023. Nel 54% di esse è stato individuato un legame con l’attività professionale.
Tra le diagnosi analizzate, i disturbi dell’adattamento hanno rappresentato il 60,4% dei casi, seguiti dalle reazioni a stress grave, con il 25,5%, e dal disturbo da stress post-traumatico, con l’8,7%.
Orari e rapporti professionali influenzano la salute mentale
Lo stress sul lavoro non è legato soltanto alla quantità di mansioni o al numero di ore lavorate.
Anche i rapporti tra colleghi e superiori, l’organizzazione delle attività e la possibilità di recupero fisico e mentale influenzano il benessere dei professionisti.
Il sistema di sorveglianza Marel, utilizzato dall’Inail, ha individuato i rapporti interpersonali e il ruolo svolto dal lavoratore all’interno dell’organizzazione come importanti fattori di esposizione associati alle malattie psichiche.
Nelle attività che richiedono turni di guardia e frequenti cambi di orario, come accade negli ospedali, la difficoltà di mantenere una regolare routine del sonno può aggravare l’usura fisica e psicologica.
Anche il lavoro notturno e l’alternanza dei turni possono interferire con il ritmo biologico, compromettendo i periodi di riposo e recupero.
L’Italia punta ad ampliare la prevenzione dello stress professionale
L’Inail ritiene necessario migliorare l’individuazione precoce dei problemi di salute mentale e rafforzare le misure di prevenzione nelle aziende.
Tra le azioni raccomandate figurano la formazione di datori di lavoro e lavoratori, il miglioramento della comunicazione interna e l’adozione di politiche volte a ridurre i rischi psicosociali.
L’istituto richiama inoltre l’attenzione sulla sottosegnalazione delle malattie psichiche legate al lavoro.
La difficoltà nel riconoscere ufficialmente questi casi indica che le segnalazioni disponibili potrebbero non riflettere l’intera dimensione del problema tra i lavoratori italiani.
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