Il numero di persone che hanno acquisito la cittadinanza italiana per sangue (iure sanguinis) è calato del 41,6% nel 2025, secondo i dati diffusi questo giovedì (22) dall’Istituto nazionale di statistica italiano (Istat).
Le registrazioni sono passate da quasi 22 mila nel 2024 a meno di 13 mila lo scorso anno. L’istituto collega la riduzione alle modifiche della legislazione italiana che hanno ristretto il riconoscimento della cittadinanza per sangue.
Il calo riguarda una modalità di riconoscimento dominata da brasiliani e argentini. Secondo l’Istat, le due nazionalità rappresentano insieme quasi il 91% delle acquisizioni di cittadinanza per discendenza registrate nella rilevazione.
I dati sono contenuti nel rapporto Cittadini non comunitari in Italia – Anno 2025, pubblicato il 22 ottobre 2026.
Brasiliani e argentini tra i più colpiti
L’Istat sottolinea che brasiliani e argentini, storicamente tra i principali gruppi a ottenere la cittadinanza italiana per discendenza, hanno perso posizioni nella classifica dei nuovi cittadini italiani nel 2025.
Pur rimanendo tra le dieci principali nazionalità, i due gruppi hanno occupato posizioni inferiori rispetto a quelle registrate negli anni precedenti.
L’istituto attribuisce il cambiamento ai nuovi requisiti per il riconoscimento della cittadinanza per discendenza.
La riforma è iniziata con il decreto-legge n. 36 del 28 marzo 2025, successivamente convertito nella legge n. 74/2025.
La normativa ha introdotto restrizioni alla trasmissione della cittadinanza per le persone nate all’estero, stabilendo criteri legati alla nazionalità di genitori e nonni, oltre ad altre condizioni ed eccezioni.
Prima della riforma, non esisteva un limite generale di generazioni per il riconoscimento della cittadinanza italiana per discendenza, purché fossero dimostrati i requisiti di legge.
Il rapporto dell’Istat non presenta una rilevazione specifica di tutte le domande di cittadinanza italiana presentate presso consolati e tribunali. Per questo, la riduzione del 41,6% non può essere applicata automaticamente al totale mondiale di queste procedure.
Anche il totale dei nuovi cittadini italiani è diminuito
Il calo non si è limitato alla cittadinanza per discendenza.
Nel 2025, 196.955 stranieri hanno acquisito la cittadinanza italiana, con una riduzione del 9,4% rispetto al 2024, quando il totale ha superato le 217 mila unità.
Di questi, poco più di 178 mila erano cittadini di Paesi al di fuori dell’Unione europea.
La residenza è rimasta la principale modalità di acquisizione della cittadinanza tra i cittadini non comunitari, con 80.393 registrazioni, pari al 45,2% del totale.
Quasi 53 mila minori hanno ricevuto la cittadinanza per trasmissione del diritto da parte dei genitori, mentre 20.575 persone l’hanno acquisita per matrimonio.
Gli albanesi hanno guidato il numero delle acquisizioni di cittadinanza, con 25.725 registrazioni, seguiti dai marocchini, con 23.386.
L’Italia registra un aumento del 47,2% nei permessi di soggiorno
Mentre le acquisizioni di cittadinanza sono diminuite, l’Italia ha registrato una forte crescita nel rilascio di nuovi permessi di soggiorno a stranieri provenienti da Paesi non appartenenti all’Unione europea.
Sono stati 426.956 i documenti rilasciati nel 2025, con un aumento del 47,2% rispetto ai 290.119 registrati l’anno precedente.
Il risultato è stato il secondo più alto degli ultimi 15 anni, superato soltanto dal volume rilevato nel 2022, quando la guerra in Ucraina provocò un aumento eccezionale dell’arrivo di rifugiati.
La maggiore crescita percentuale si è registrata nei permessi di soggiorno per studio, con un aumento del 76%.
I documenti concessi per motivi familiari sono aumentati del 61,2%, mentre i permessi legati al lavoro sono cresciuti del 45,9%.
Il ricongiungimento familiare ha rappresentato il maggior numero di nuovi permessi, con 168.733 documenti rilasciati.
Alla fine del 2025, l’Italia contava 4.030.016 cittadini non comunitari con un permesso di soggiorno valido, in crescita del 5,8% rispetto alla fine del 2024.
Le richieste di asilo diminuiscono
La rilevazione mostra anche una riduzione delle domande di asilo.
Nel 2025 sono state registrate 128.665 domande, contro le 151.120 dell’anno precedente, secondo i dati evidenziati dall’Istat nella sintesi del rapporto. Il calo è stato del 15,1%.
Nello stesso periodo, le commissioni territoriali responsabili dell’esame delle domande di protezione internazionale hanno esaminato 104.560 richieste iniziali. Di queste, il 70% è stato respinto.
La Lombardia ha concentrato il maggior numero di nuovi permessi di soggiorno, con 98.128 documenti rilasciati, pari al 23% del totale nazionale.
La regione ha guidato anche le statistiche sulle acquisizioni della cittadinanza italiana, seguita dall’Emilia-Romagna e dal Veneto.
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