Forza Italia, il partito del vicepremier Antonio Tajani, si muove per ridurre la portata di una proposta della Lega di Matteo Salvini, che punta a inasprire le norme per l’accesso alla cittadinanza italiana. L’iniziativa ha messo in luce divergenze all’interno della coalizione di destra che sostiene il governo di Giorgia Meloni.
Il progetto di legge, presentato dal deputato della Lega Igor Iezzi, prevede nuovi impedimenti all’acquisizione della cittadinanza per gli stranieri nati in Italia e amplia le ipotesi di revoca della cittadinanza legate a condanne penali.
Secondo un articolo dell’HuffPost Italia, pubblicato martedì (13), Forza Italia ha cercato di attenuare una parte delle misure sostenute dalla Lega, in particolare le restrizioni legate alle condanne penali e l’obbligo di dimostrare la conoscenza della lingua italiana. Le modifiche sono ancora subordinate all’iter parlamentare.
Forza Italia vuole limitare le restrizioni ai reati più gravi
Una delle modifiche sostenute da Forza Italia mira a limitare gli impedimenti all’acquisizione della cittadinanza ai casi di condanna per determinati delitti dolosi contro la persona, puniti con pene superiori a tre anni.
La proposta del partito esclude i reati colposi, commessi senza intenzionalità, e riduce la portata delle restrizioni originariamente volute dalla Lega. Gli emendamenti sono stati presentati a settembre.
Forza Italia, tuttavia, non ha presentato modifiche per tutte le nuove ipotesi di revoca della cittadinanza previste dal progetto di legge.
Contestato anche l’esame di italiano B1
Un altro punto di divergenza riguarda l’obbligo di dimostrare la conoscenza della lingua italiana. La Lega intende estendere l’obbligo di dimostrare una competenza di livello B1 agli stranieri nati in Italia che siano rimasti nel Paese, senza interruzioni, fino alla maggiore età.
Forza Italia sostiene l’eliminazione di tale obbligo, argomentando che il percorso scolastico svolto in Italia offre già elementi sufficienti per dimostrare la conoscenza della lingua. Su questo punto, il partito di Tajani ha trovato convergenza con settori dell’opposizione.
CONTESTO | CITTADINANZA IURE SANGUINIS
Tajani ha inasprito la cittadinanza per i discendenti, ma ora frena le restrizioni agli stranieri in Italia
La posizione di Forza Italia nell’attuale dibattito contrasta con il ruolo svolto da Antonio Tajani nella riforma della cittadinanza italiana iure sanguinis, approvata nel 2025.
Il 28 marzo di quell’anno, il governo di Giorgia Meloni ha approvato il decreto-legge n. 36, su iniziativa del ministero degli Esteri, guidato da Tajani. Il provvedimento è stato convertito nella legge n. 74 del 23 maggio 2025.
La riforma ha limitato il riconoscimento della cittadinanza italiana per discendenza alle persone nate all’estero in possesso di un’altra cittadinanza, con eccezioni e norme transitorie previste dalla legge.
All’epoca, Tajani ha giustificato la modifica con la necessità di contrastare gli abusi, ridurre la pressione sui consolati e richiedere un legame effettivo con l’Italia. Il cambiamento ha colpito le comunità di discendenti di italiani all’estero, compresi i brasiliani.
Il progetto dipende ancora dal voto
Il progetto di legge C. 2124, presentato il 31 ottobre 2024, propone modifiche alla legge n. 91 del 5 febbraio 1992, che disciplina la cittadinanza italiana.
L’intervento di Forza Italia mira a ridurre la portata della proposta originaria della Lega, ma non rappresenta un’opposizione integrale all’inasprimento delle regole. Il partito accetta una parte delle restrizioni legate alla criminalità e concentra le proprie obiezioni sugli impedimenti ritenuti troppo ampi e sull’obbligo linguistico per i giovani nati e scolarizzati nel Paese.
Gli emendamenti e il progetto di legge dipendono dalla conclusione dell’iter legislativo. Le misure proposte non sono in vigore.
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