La Festa del Cinema di Roma, tenutasi la scorsa settimana (15-26 ottobre), ha presentato un'anteprima insolita. Eva Murati, la prima attrice italiana creata con l'intelligenza artificiale, è apparsa sul red carpet come simbolo di un nuovo modo di fare cinema.
Il personaggio digitale è stato sviluppato dalla società HAI – Human & Artificial Imagination, con il supporto di EDI – Effetti Digitali Italiani.
Con i suoi capelli rossi e lo sguardo sicuro, Eva ha parlato con giornalisti e fan.
come una star esperta. Le sue dichiarazioni, rilasciate da Il MessaggeroIl seguente post è diventato virale in poche ore: "Sono così felice di essere qui a Roma, è come un sogno. 'La Dolce Vita' era il film preferito di mia nonna".
In un video ha aggiunto: "Ho molti ricordi del set, ma il mio momento preferito è la scena in cui Charlotte... Beh, niente spoiler, vero?", ha detto con tono pratico.
Il pubblico era diviso tra fascino e interrogativi etici.
HAI afferma che l'attrice non è stata creata per sostituire gli artisti umani, ma per stimolare nuove narrazioni e forme di collaborazione tra la creatività umana e la tecnologia digitale.

Un nuovo capitolo per il cinema italiano.
Eva Murati è il risultato di uno sforzo collettivo tra professionisti.
di film e post-produzione. Il suo volto, i suoi gesti e la sua voce sono stati generati dall'intelligenza artificiale, ma tutte le decisioni artistiche sono state prese da un team creativo.
Il progetto culmina nel cortometraggio. L'ultima immagine, il primo italiano
realizzato con il supporto dell'intelligenza artificiale generativa.
Il progetto ha coinvolto una cinquantina di professionisti tra sceneggiatori, registi,
Fotografi e tecnici interessati a esplorare il potenziale della tecnologia senza sacrificare la creatività artistica.
Dopo la proiezione presso la sede dell'ANICA, un dibattito ha evidenziato i vantaggi e le sfide dell'utilizzo dell'IA: riduzione dei costi, aumento della velocità di produzione e maggiore libertà creativa, ma anche l'urgente necessità di regolamentare i diritti e l'etica del settore.


























































