Mentre migliaia di argentini cercano i documenti dei propri antenati per ottenere un passaporto italiano, il governo di Javier Milei ha deciso di attrarre stranieri disposti a pagare 350 mila dollari per avere la possibilità di ottenere la cittadinanza argentina.
Il contrasto è emerso con maggiore evidenza con il lancio del Programma di cittadinanza per investimento, annunciato il 2 ottobre dal ministro dell’Economia, Luis Caputo, durante l’Argentina Week, svoltasi a Parigi.
L’iniziativa consente agli stranieri di richiedere la cittadinanza argentina mediante un contributo finanziario allo Stato, senza il tradizionale requisito di due anni di residenza nel Paese.
Sono previste due modalità: un pagamento non rimborsabile di 350 mila dollari al Tesoro nazionale oppure l’acquisto di 800 mila dollari in titoli di Stato creati appositamente per il programma.
L’apertura delle candidature è prevista già nell’ultimo trimestre del 2026.
Quanto costa diventare cittadino argentino
Il governo argentino ha fissato importi differenziati per i familiari degli investitori.
Il richiedente principale dovrà versare 350 mila dollari nella modalità del contributo diretto. Il coniuge potrà presentare domanda con il pagamento aggiuntivo di 100 mila dollari.
Lo stesso importo sarà richiesto per i figli dai 18 ai 25 anni, a condizione che siano celibi o nubili e senza figli. Per i minori di 18 anni, il contributo sarà di 25 mila dollari.
Una famiglia composta da una coppia e due figli minori potrà dunque richiedere quattro cittadinanze per 500 mila dollari.
Il pagamento, tuttavia, non comporta la concessione automatica della cittadinanza.
I candidati dovranno superare verifiche sull’identità, sull’origine delle risorse e sulla sicurezza nazionale. Il governo afferma che la procedura seguirà gli standard internazionali di trasparenza finanziaria e prevenzione del riciclaggio di denaro.
Il paradosso degli argentini che vogliono essere italiani
La decisione di Milei richiama l’attenzione soprattutto per il rapporto storico dell’Argentina con l’Italia.
Milioni di argentini hanno origini italiane, frutto delle grandi ondate migratorie giunte nel Paese tra il XIX secolo e i primi decenni del XX secolo.
Per molti discendenti, la cittadinanza italiana rappresenta la possibilità di vivere, lavorare e studiare nell’Unione europea.
I numeri mostrano la portata di questa domanda.
Secondo il ministero degli Esteri italiano, nel 2023 sono state riconosciute in Argentina circa 20 mila cittadinanze italiane. Nel 2024 il numero è salito a 30 mila, con una crescita del 50%.
Si sono registrati circa 50 mila riconoscimenti in soli due anni.
Questi dati precedono la riforma della legislazione italiana del 2025, che ha ristretto il riconoscimento della cittadinanza per discendenza alle persone nate all’estero e in possesso di un’altra cittadinanza.
La modifica, introdotta dal decreto-legge 36/2025 e convertita nella legge 74/2025, ha introdotto requisiti più restrittivi, legati alla cittadinanza di genitori o nonni e, in determinate situazioni, al periodo di residenza dei genitori in Italia.
La legislazione ha inoltre mantenuto specifiche situazioni riguardanti le domande presentate o inoltrate secondo le condizioni transitorie stabilite entro il 27 marzo 2025.
Di conseguenza, una parte degli argentini che in precedenza avrebbe potuto richiedere il riconoscimento della cittadinanza italiana non rientra più nelle regole attuali.
Milei vuole attrarre dollari
Il programma argentino rientra nella strategia economica del governo Milei per attrarre capitali stranieri.
La modalità di pagamento diretto consentirà allo Stato di ricevere risorse senza obbligo di restituzione. L’alternativa dell’investimento in titoli di Stato potrà invece contribuire al finanziamento del debito argentino.
Da decenni il Paese affronta difficoltà legate alla disponibilità di valuta estera, all’indebitamento e all’instabilità economica.
Sebbene l’inflazione abbia rallentato rispetto ai livelli registrati all’inizio del governo Milei, la necessità di attrarre dollari resta tra le priorità della squadra economica.
L’Esecutivo non ha ancora diffuso una stima del numero di stranieri che potranno aderire al programma.
Il programma solleva dubbi giuridici
La cittadinanza per investimento ha suscitato critiche anche da parte di esperti di diritto costituzionale e di settori dell’opposizione argentina.
Il dibattito riguarda la possibilità di concedere la cittadinanza sulla base di investimenti finanziari, senza richiedere il periodo di residenza normalmente previsto per la naturalizzazione.
Il meccanismo è stato introdotto nella legislazione argentina dal decreto 366/2025 e la relativa procedura è stata disciplinata dal decreto 524/2025.
In base alle norme, le domande saranno valutate dall’Agenzia dei programmi di cittadinanza per investimento, che inoltrerà una raccomandazione alla Direzione nazionale delle migrazioni.
Spetterà a tale organismo decidere sulla concessione o sul rigetto della cittadinanza, dopo le verifiche previste.
La legittimità del modello è contestata dai critici, che ne mettono in dubbio la compatibilità con i principi costituzionali argentini. Il governo, dal canto suo, difende l’iniziativa come uno strumento per stimolare gli investimenti e rafforzare l’economia.
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