Gli italo-brasiliani sono tra le persone colpite da una politica migratoria britannica diventata oggetto di un’azione legale nel Regno Unito. Il ricorso, presentato all’Alta Corte di giustizia lo scorso venerdì (6), contesta la possibilità che il governo lasci scadere permessi di soggiorno concessi dopo la Brexit, sostenendo che siano stati approvati per errore.
L’azione è stata presentata da the3million, organizzazione che difende i diritti dei cittadini dell’Unione europea nel Regno Unito. Il gruppo sostiene che il ministero dell’Interno britannico, noto come Home Office, non possa revocare diritti precedentemente riconosciuti senza una decisione formale, una valutazione individuale e la possibilità di ricorso.
La controversia riguarda l’EU Settlement Scheme (EUSS), programma creato per tutelare i diritti di soggiorno dei cittadini europei e dei loro familiari coperti dall’Accordo di recesso del Regno Unito dall’Unione europea.
Il governo britannico ha comunicato al Parlamento che 1.473 persone sono state informate, entro il 30 giugno 2026, di aver ricevuto per errore il cosiddetto pre-settled status.
Brasileiros riconosciuti come italiani dopo la Brexit
Tra i casi individuati da the3million figurano brasiliani che vivevano nel Regno Unito prima del 31 dicembre 2020, termine di riferimento dell’accordo sulla Brexit, ma che sono riusciti a concludere solo successivamente il riconoscimento della cittadinanza italiana per discendenza.
Una parte di questi procedimenti ha subito ritardi durante la pandemia di Covid-19.
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Secondo l’organizzazione, queste persone hanno presentato documenti italiani e ottenuto un permesso di soggiorno attraverso l’EUSS. Anni dopo, al momento di chiedere la conversione del permesso temporaneo in soggiorno permanente, alcune sono state informate di non essere considerate cittadine europee alla data richiesta.
Il problema risiede nella distinzione tra il riconoscimento di una cittadinanza e la sua acquisizione.
Nei casi in cui la cittadinanza italiana iure sanguinis è giuridicamente riconosciuta dalla nascita, il successivo rilascio di un passaporto o di un certificato non significa che l’interessato sia diventato italiano solo in quella data.
Questa differenza è centrale per i brasiliani che erano già considerati cittadini italiani dalla normativa applicabile, ma sono riusciti a dimostrare formalmente tale condizione solo dopo la Brexit.
Il governo britannico accetta di riesaminare i casi di cittadinanza italiana
Nell’ottobre 2026, il ministero dell’Interno britannico ha accettato che documenti comprovanti la cittadinanza italiana ius sanguinis possano dimostrare che l’interessato era italiano dalla nascita.
Secondo the3million, il governo ha iniziato a riesaminare decisioni nelle quali aveva erroneamente ritenuto che la cittadinanza italiana fosse stata acquisita soltanto dopo il termine della Brexit.
Il cambiamento può avvantaggiare i brasiliani che hanno ricevuto notifiche secondo cui il loro status di soggiorno era stato concesso per errore.
Ciò non significa tuttavia una regolarizzazione automatica di tutti i casi.
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Il riconoscimento della cittadinanza italiana dalla nascita non esonera dal rispetto degli altri requisiti dell’EUSS, comprese le norme sul soggiorno e i requisiti applicabili a ciascuna situazione.
Il riesame amministrativo non pone inoltre fine all’azione legale, che contesta la politica generale adottata dal governo per i casi di permessi ritenuti indebiti.