Il Consolato generale d’Italia a Caracas, in Venezuela, sta affrontando una crisi nell’erogazione dei servizi dopo la cessazione dei contratti di 31 dipendenti temporanei. La situazione ha portato alla sospensione degli appuntamenti e suscitato critiche da parte dei rappresentanti della comunità italiana, che chiedono spiegazioni al governo di Giorgia Meloni.
Secondo un servizio pubblicato dal quotidiano Il Fatto Quotidiano martedì 3, la rappresentanza consolare ha annunciato restrizioni nel rilascio di passaporti e carte d’identità, senza indicare una previsione per il ripristino dei servizi.
L’avviso inizialmente diffuso dal consolato informava che, in quel momento, non era possibile stabilire quando gli appuntamenti sarebbero stati riprogrammati. Successivamente, il comunicato è stato rimosso dai canali ufficiali della rappresentanza.
La crisi coinvolge anche il settore della cittadinanza italiana, con segnalazioni di sospensione degli appuntamenti per il riconoscimento della cittadinanza.
Il deputato Fabio Porta, del Partito Democratico (PD), eletto nella circoscrizione America meridionale, ha definito la situazione «un disastro senza precedenti né paragoni nel mondo».
L’uscita di 31 dipendenti compromette i servizi
La crisi si è verificata dopo la cessazione dei contratti di 31 dipendenti temporanei, noti nell’amministrazione consolare italiana come digitatori, che hanno lasciato i loro incarichi a partire dal 1° novembre.
Secondo Fabio Porta, i lavoratori erano stati assunti durante la gestione dell’ex console generale Nicola Occhipinti, con risorse del cosiddetto Fondo cittadinanza, meccanismo creato nel 2016 per migliorare i servizi prestati agli italiani residenti all’estero.
La riduzione del personale ha colpito la capacità operativa del consolato, responsabile di una quota significativa della comunità italiana in Venezuela.
Interpellato da Il Fatto Quotidiano, il ministero degli Esteri italiano, noto come Farnesina, ha confermato le difficoltà amministrative.
«Alla fine di ottobre, il Consolato generale d’Italia a Caracas ha effettuato una riorganizzazione degli appuntamenti per il rilascio di passaporti e carte d’identità elettroniche a causa di temporanee difficoltà organizzative legate alla scadenza di alcuni contratti di lavoro», ha comunicato il ministero.
La Farnesina ha affermato di mantenere un contatto diretto con il consolato per trovare soluzioni e ricostituire l’organico.
Il governo ha tuttavia sottolineato che la rappresentanza continua a erogare servizi. Secondo il ministero, il rilascio di passaporti ha registrato un aumento del 16%, mentre quello delle carte d’identità elettroniche è cresciuto del 50% rispetto all’anno precedente.
Le percentuali indicate non chiariscono quando saranno ripristinati gli appuntamenti interessati.
Il deputato parla di «disastro senza precedenti»
Fabio Porta ha attribuito all’amministrazione italiana la responsabilità del deterioramento dei servizi consolari in Venezuela.
In un comunicato diffuso a Italianismo, il parlamentare ha affermato che la comunità italiana affronta problemi che avevano già dato luogo a interrogativi rivolti al governo.
«Un disastro senza precedenti né paragoni nel mondo», ha dichiarato.
Porta ha inoltre messo in discussione l’operato delle autorità italiane di fronte alle difficoltà incontrate dai cittadini residenti nel Paese.
«Fino a quando i cittadini italiani del Venezuela dovranno sopportare le inefficienze dell’amministrazione italiana?», ha chiesto.
Il deputato ha presentato, insieme ad altri parlamentari del PD, un’interpellanza al ministro degli Esteri Antonio Tajani.
Il documento chiede chiarimenti sulle cause dell’interruzione dei servizi, sulle eventuali responsabilità amministrative e sulle misure per ripristinarli.
La comunità italiana denuncia una violazione dei diritti
Il Comitato degli italiani all’estero (Comites) in Venezuela ha criticato a sua volta le restrizioni.
«Esprimiamo ferma condanna e profonda preoccupazione di fronte a una misura che viola il diritto dei cittadini italiani di ottenere i propri documenti d’identità e di accedere ai servizi consolari», ha dichiarato l’organismo, in una presa di posizione ripresa da Il Fatto Quotidiano.
Di fronte alla crisi, il consolato ha convocato una riunione d’emergenza per il 3 novembre, con l’obiettivo di coordinare le misure legate alla riduzione dei servizi.
Mario Borghese, vicepresidente del Movimento Associativo Italiani all’Estero (Maie), ha espresso a sua volta preoccupazione.
«Siamo di fronte a un’interruzione inattesa dei servizi che crea una situazione critica per i numerosi italiani residenti in Venezuela», ha affermato.
Le restrizioni colpiscono una comunità che già affronta difficoltà derivanti dalla crisi politica ed economica venezuelana.
Anche la cittadinanza italiana affronta restrizioni
La crisi amministrativa si verifica in un momento di cambiamenti nelle norme per il riconoscimento della cittadinanza italiana per discendenza.
La legge n. 11 del 19 gennaio 2026 ha stabilito una riorganizzazione delle procedure di cittadinanza per i residenti all’estero, compresa la futura centralizzazione di determinate richieste presso il ministero degli Esteri.
La normativa, entrata in vigore il 19 febbraio, prevede norme transitorie per le domande presentate ai consolati prima dell’attuazione del nuovo modello.
Separatamente, il decreto-legge n. 36/2025, successivamente convertito in legge, ha ristretto il riconoscimento della cittadinanza italiana per discendenza.
Il Fatto Quotidiano riferisce che le fonti consultate hanno sollevato la possibilità di un legame tra l’inasprimento delle norme sulla cittadinanza e la riduzione dei servizi consolari.
La Farnesina ha però negato che l’attuale crisi amministrativa sia collegata a questa ipotesi.
Non vi sono quindi elementi sufficienti per affermare che la sospensione degli appuntamenti sia stata determinata dalla riforma della cittadinanza.
Nessuna previsione per il ripristino
Fino all’inizio di mercoledì 4, non era stata comunicata una data confermata per il ripristino integrale degli appuntamenti interessati.
La Farnesina afferma di lavorare per trovare soluzioni e rafforzare nuovamente l’organico del consolato.
Nel frattempo, gli interessati devono seguire i comunicati ufficiali della rappresentanza italiana a Caracas e verificare le indicazioni disponibili nel sistema Prenot@Mi.
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