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Cittadinanza

Lorenzato interpella la Casa Bianca sulla presunta interferenza di Trump nella cittadinanza italiana

In una lettera indirizzata alla Casa Bianca, l’ex deputato chiede chiarimenti su una possibile pressione americana nella riforma del 2025 e include nella corrispondenza il presidente della Repubblica italiana Sergio Mattarella.

Trump conversa com a primeira-ministra italiana, Giorgia Meloni, em encontro bilateral | Foto: Reprodução
Trump conversa com a primeira-ministra italiana, Giorgia Meloni, em encontro bilateral | Foto: Reprodução

L’ex deputato italiano Luis Roberto Lorenzato ha firmato venerdì (30) una lettera indirizzata al presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, chiedendo chiarimenti sulla presunta interferenza americana nella riforma della cittadinanza italiana approvata dal governo di Giorgia Meloni nel 2025.

Il documento, di 11 pagine, ottenuto da Italianismo, pone sette domande alla Casa Bianca su eventuali richieste, contatti diplomatici o negoziati tra Washington e Roma prima dell’approvazione delle restrizioni alla cittadinanza per discendenza.

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La corrispondenza è stata inviata per conoscenza anche al presidente della Repubblica italiana, Sergio Mattarella.

La lettera è firmata digitalmente il 30 ottobre 2026. Il documento presentato a Italianismo, tuttavia, non include alcuna prova dell’invio o della ricezione da parte delle autorità americane.

L’iniziativa giunge dopo che la deputata Elisabetta Piccolotti, di Alleanza Verdi e Sinistra (Avs), ha affermato su Instagram che Trump avrebbe chiesto la modifica legislativa per impedire ai sudamericani di entrare negli Stati Uniti utilizzando passaporti italiani.

Lorenzato vuole sapere se Trump abbia chiesto la riforma

Nella corrispondenza, Lorenzato chiede direttamente se Trump, personalmente o tramite rappresentanti della sua amministrazione, abbia chiesto, suggerito o sostenuto che il governo Meloni limitasse la cittadinanza italiana per discendenza.

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L’ex parlamentare domanda inoltre se vi siano stati incontri, memorandum, richieste scritte o comunicazioni ufficiali riguardanti cittadini sudamericani con passaporti italiani.

Un’altra domanda riguarda specificamente il decreto-legge 36/2025, convertito nella legge 74/2025.

Lorenzato vuole sapere se la riforma sia stata discussa nei contatti bilaterali tra i governi americano e italiano e, in caso affermativo, quali autorità abbiano partecipato ai colloqui.

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La lettera chiede chiarimenti anche su eventuali preoccupazioni manifestate durante l’amministrazione di Joe Biden, tra il 2021 e il 2025.

Il documento non presenta tali ipotesi come fatti comprovati.

Il nome di Trump potrebbe essere stato usato senza fondamento, afferma la lettera

Lorenzato prospetta due possibilità.

La prima è che autorità americane abbiano effettivamente chiesto o influenzato la modifica della legislazione italiana.

La seconda è che il nome di Trump sia stato utilizzato senza fondamento come giustificazione politica per una riforma già discussa dal governo Meloni.

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L’ex deputato chiede una presa di posizione ufficiale qualora nessuna richiesta sia partita dalla Casa Bianca.

Nella corrispondenza, egli riconosce espressamente che le dichiarazioni diffuse finora non costituiscono prova di un’istruzione diplomatica americana.

Il documento afferma inoltre che non sono state individuate comunicazioni diplomatiche autenticate né altre prove primarie a sostegno dell’accusa.

Il sospetto era già stato sollevato nel 2025

La controversia è iniziata prima della recente dichiarazione di Piccolotti.

Il 15 aprile 2025, Italianismo ha pubblicato le affermazioni di Pasquale Metafora, ex dipendente dell’Ambasciata d’Italia a Brasilia, secondo il quale gli Stati Uniti avrebbero fatto pressione sul governo italiano affinché limitasse la cittadinanza per discendenza.

Metafora ha sostenuto che circa 50 mila persone di origine italiana sarebbero entrate negli Stati Uniti con passaporti italiani e avrebbero superato il periodo di soggiorno autorizzato.

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Il dato non è stato accompagnato da alcuna prova ufficiale.

Il 19 maggio di quell’anno, l’agenzia ANSA ha riferito che anche il deputato Toni Ricciardi, del Partito Democratico (PD), attribuiva la riforma a una richiesta americana.

Secondo l’agenzia, Ricciardi ha affermato che il governo Trump aveva imposto il provvedimento perché una parte dei migranti sudamericani che intendeva rimpatriare possedeva anche la cittadinanza italiana.

I deputati Fabio Porta e Christian Di Sanzo, anch’essi del PD, hanno sostenuto questa tesi durante l’esame parlamentare del decreto, secondo quanto riportato.

Ora, l’affermazione di Piccolotti riporta il sospetto al centro del dibattito.

Nonostante le dichiarazioni rilasciate in momenti diversi, non sono state presentate prove indipendenti che il governo americano abbia imposto la modifica della legislazione italiana.

La lettera chiede spiegazioni su 50 mila persone

Lorenzato mette inoltre in discussione l’origine del numero di circa 50 mila persone menzionato in precedenza da Metafora.

L’ex deputato chiede all’amministrazione americana di indicare se disponga di statistiche ufficiali su persone che avrebbero utilizzato passaporti italiani per entrare negli Stati Uniti e sarebbero rimaste oltre il periodo autorizzato.

Chiede inoltre chiarimenti sulla portata di questi dati, qualora esistano.

L’informazione è rilevante perché la presunta presenza di queste persone è stata utilizzata come argomento per associare la riforma della cittadinanza italiana alle priorità migratorie dell’amministrazione Trump.

Anche il presidente italiano è incluso nella richiesta

Lorenzato giustifica l’invio di una copia a Sergio Mattarella con la dimensione costituzionale e diplomatica della controversia.

Secondo l’ex deputato, l’eventuale influenza straniera su una legislazione che riguarda la nazionalità dei discendenti di italiani richiede un chiarimento istituzionale.

La lettera sottolinea che l’iniziativa non intende provocare un conflitto diplomatico tra Italia e Stati Uniti.

Lorenzato mette inoltre volontariamente e senza compenso a disposizione la propria esperienza giuridica e parlamentare per eventuali studi sul diritto costituzionale e sulla legislazione in materia di nazionalità.

La riforma ha limitato la cittadinanza per discendenza

Il governo Meloni ha approvato il decreto-legge 36 il 28 marzo 2025, entrato in vigore il giorno successivo.

La norma è stata convertita, con modifiche, nella legge 74 del 23 maggio 2025, in vigore dal 24 maggio.

La riforma ha introdotto limitazioni al riconoscimento della cittadinanza italiana per discendenza per le persone nate fuori dall’Italia e in possesso di un’altra nazionalità, con eccezioni e norme transitorie previste dalla legislazione.

Il governo italiano ha giustificato le modifiche con la necessità di rafforzare i legami effettivi tra i cittadini e il Paese e di contrastare distorsioni nelle procedure di riconoscimento.

La documentazione ufficiale sulla riforma non indica una richiesta americana quale fondamento della modifica legislativa.

La lettera di Lorenzato mira a chiarire se vi sia stata una richiesta degli Stati Uniti o se il nome di Trump sia stato associato alla riforma senza riscontro documentale.

Finora, il materiale presentato a Italianismo non contiene una risposta ufficiale della Casa Bianca.

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