I brasiliani con cittadinanza italiana potrebbero beneficiare in futuro dell’avvicinamento tra Canada e Unione europea, ma per il momento non cambia alcuna regola per entrare, vivere o lavorare nel Paese nordamericano.
La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha proposto mercoledì 16 settembre di aprire la strada affinché il Canada diventi il primo «membro associato» dell’Unione europea.
L’annuncio è stato fatto durante il discorso sullo stato dell’Unione, a Strasburgo, alla presenza del primo ministro canadese Mark Carney.
Il termine, tuttavia, non indica un nuovo status giuridico già riconosciuto al Canada. La formula del «membro associato» non è attualmente prevista dai trattati dell’Ue e i relativi diritti e obblighi devono ancora essere definiti.
Il Canada non è entrato nell’Unione europea
Von der Leyen ha affermato di voler portare le relazioni con il Canada al livello più alto possibile e ha citato una cooperazione più profonda in settori quali tecnologia, intelligenza artificiale, energia, minerali critici e difesa.
Dopo l’incontro con la presidente della Commissione europea, il governo canadese ha dichiarato di voler procedere verso un’alleanza più ambiziosa dell’attuale Accordo economico e commerciale globale, il CETA.
Secondo Ottawa, il nuovo modello sarà un approccio inedito, i cui dettagli saranno definiti congiuntamente da Canada e Unione europea.
Ciò significa che l’annuncio non ha creato la libera circolazione tra Canada e Ue e non concede neppure ai cittadini europei il diritto automatico di vivere o lavorare in Canada.
E gli italo-brasiliani?
Per i brasiliani con cittadinanza italiana, conta soprattutto ciò che potrà essere incluso nei futuri accordi.
Se Canada e Unione europea creeranno nuove regole di mobilità destinate ai cittadini dell’Ue, chi possiede la cittadinanza italiana potrà, a seconda dei termini approvati, accedere a tali condizioni in qualità di cittadino europeo.
Ma si tratta ancora di una possibilità, non di un diritto acquisito.
Non è neppure definito se un’eventuale agevolazione riguarderà tutti i cittadini dell’Ue o sarà attuata attraverso programmi specifici e accordi bilaterali.
Erasmus, ricerca e riconoscimento professionale
Secondo Euronews, Ottawa è già in dialogo con Bruxelles sulla partecipazione a Erasmus+, ai programmi legati a Orizzonte Europa e sul riconoscimento reciproco delle qualifiche professionali.
Questi negoziati potrebbero essere particolarmente rilevanti per studenti, ricercatori e professionisti europei interessati al Canada.
Ciò non significa, tuttavia, che i diplomi europei godano già di un riconoscimento automatico nel Paese o che i cittadini dell’Ue abbiano ricevuto nuove autorizzazioni di lavoro.
Il passaporto italiano facilita già i viaggi in Canada
Indipendentemente dal nuovo negoziato con Bruxelles, i cittadini italiani godono già di un vantaggio per i viaggi di breve durata in Canada.
L’Italia figura tra i Paesi i cui cittadini non devono richiedere un visto turistico per recarsi in aereo sul territorio canadese. In questo caso, è necessario disporre di un passaporto valido e ottenere un’autorizzazione elettronica di viaggio, l’eTA.
Per gli ingressi via terra o via mare, i cittadini dei Paesi soggetti all’eTA, come l’Italia, non necessitano di tale autorizzazione, pur restando soggetti agli altri requisiti di ingresso.
Per chi viaggia soltanto con il passaporto brasiliano, la regola è diversa.
Il Brasile resta nell’elenco dei Paesi i cui cittadini normalmente necessitano di un visto. Alcuni brasiliani possono richiedere un’eTA per i viaggi aerei se hanno avuto un visto turistico canadese negli ultimi dieci anni o se, al momento della domanda, possiedono un visto statunitense per non immigranti in corso di validità.
La cittadinanza italiana non garantisce l’accesso automatico al Working Holiday
Esiste inoltre un altro programma che può interessare i cittadini italiani: l’International Experience Canada, noto come IEC.
L’accordo sulla mobilità giovanile tra Italia e Canada riguarda le persone dai 18 ai 35 anni e prevede categorie quali Working Holiday, Young Professionals e International Co-op. L’accordo consente partecipazioni fino a 12 mesi, con la possibilità di partecipare due volte, secondo le condizioni del programma.
Ma per gli italo-brasiliani esiste una limitazione importante.
Il governo canadese richiede che il cittadino italiano presenti un indirizzo in Italia e un Certificato di residenza, accompagnato da traduzione certificata, per dimostrare di vivere nel Paese.
Pertanto, il possesso della cittadinanza o del passaporto italiano, da solo, non significa che un italo-brasiliano residente in Brasile sia automaticamente idoneo a partecipare all’IEC secondo le regole previste per l’Italia.
Cosa può davvero cambiare
Il nodo principale è capire se il futuro partenariato tra Canada e Unione europea includerà norme specifiche sulla mobilità delle persone.
In questo scenario, i brasiliani che sono anche cittadini italiani potrebbero avere accesso a nuove opportunità di studio, ricerca, lavoro o riconoscimento professionale.
Oggi, tuttavia, l’annuncio fatto a Strasburgo va considerato come l’avvio di un negoziato politico.
Non c’è libera circolazione tra Canada e Unione europea, né un nuovo visto speciale per gli europei, né un’autorizzazione automatica a lavorare e vivere in Canada.
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