Un nuovo partito formato da cittadini italiani e persone di origine straniera punta ad ampliare la partecipazione politica delle comunità di immigrati in Italia. Chiamato Assieme (Insieme, in portoghese), il movimento riunisce esponenti di 23 Paesi e sostiene modifiche alle norme sulla cittadinanza e l’estensione del diritto di voto alle elezioni comunali per gli stranieri residenti.
L’iniziativa nasce in un Paese con 5,56 milioni di residenti di cittadinanza straniera, pari al 9,4% della popolazione al 1° gennaio 2026, secondo l’Istituto nazionale di statistica (Istat). La presenza demografica, tuttavia, non corrisponde al numero degli elettori abilitati al voto.
Assieme ha come presidente Sibi Mani Kumaramangalam, già presidente del Partito Democratico (Pd) di Roma, e come segretario Edgar Galiano Cifuentes. Il progetto è stato presentato in un reportage de Il Fatto Quotidiano pubblicato venerdì 16.
Quali sono le maggiori comunità straniere in Italia?
I dati dettagliati per nazionalità riferiti al 1° gennaio 2025 mostrano che romeni, albanesi e marocchini costituiscono i tre gruppi più numerosi di residenti con cittadinanza straniera. Non vanno confusi con i 23 Paesi rappresentati in Assieme, il cui elenco completo non è stato reso noto nel reportage consultato.
As dez maiores comunidades estrangeiras na Itália
Número de residentes por cidadania, em 1º de janeiro de 2025
Fontes: Istat e Tuttitalia. Ranking por cidadania: janeiro de 2025. Total de residentes estrangeiros e percentual da população: janeiro de 2026. Pessoas naturalizadas italianas não entram no ranking por nacionalidade estrangeira. Residentes não equivalem a eleitores.
Con il diritto di voto, gli immigrati potrebbero eleggere propri rappresentanti?
Il potenziale di partecipazione politica esiste, soprattutto nei comuni che concentrano grandi comunità straniere. Ma vi è una differenza decisiva tra il numero dei residenti e quello delle persone abilitate al voto.
I cittadini di altri Paesi dell’Unione europea, come i romeni, possono già partecipare alle elezioni comunali italiane se soddisfano i requisiti e chiedono l’iscrizione nelle liste elettorali aggiunte. Possono inoltre candidarsi alla carica di consigliere comunale, nel rispetto delle norme di legge.
Al contrario, i residenti con cittadinanza di Paesi esterni all’Unione europea, come albanesi, marocchini, cinesi e brasiliani, di norma non possono votare alle elezioni comunali italiane per il solo fatto di avere una residenza legale. Per votare alle elezioni parlamentari nazionali è necessaria la cittadinanza italiana.
Una modifica legislativa per estendere il voto comunale ai residenti non comunitari potrebbe ampliare l’elettorato, ma le sue dimensioni dipenderebbero dai criteri approvati, quali l’età e la durata della residenza. Il totale di 5,56 milioni comprende minori, adulti privi del diritto di voto e cittadini europei che possono già votare a livello locale.
La possibilità di eleggere rappresentanti dipenderebbe anche dalla concentrazione geografica dei nuovi elettori, dall’affluenza alle urne, dalle regole di ripartizione dei seggi e dalla forza di ciascuna candidatura. Non vi sono dati che consentano di prevedere quanti voti potrebbe ottenere Assieme.
Cittadinanza per i minori e voto comunale tra le priorità
Il nuovo partito sostiene procedure più rapide per ottenere la cittadinanza italiana per i minori nati o cresciuti nel Paese, in particolare per quelli che frequentano le scuole italiane.
Un’altra priorità è consentire agli stranieri residenti di avere voce nella scelta dei rappresentanti comunali. Il presidente Kumaramangalam afferma che le comunità stabilite da anni nel Paese contribuiscono all’economia, ma continuano ad avere una partecipazione politica limitata.
Assieme indica inoltre tra le proprie priorità il riconoscimento dei diplomi e delle qualifiche professionali conseguiti all’estero e l’accesso al credito per gli imprenditori di origine straniera.
Assieme punta alle elezioni comunali e a 10 mila iscritti
Registrato il 31 luglio 2026, il partito ha fissato al 30 novembre il termine per raccogliere proposte destinate all’elaborazione del proprio programma. L’obiettivo annunciato è raggiungere 10 mila iscritti entro la fine dell’anno.
La dirigenza intende inizialmente partecipare alle elezioni comunali e ammette il dialogo con diverse forze politiche. Secondo i suoi dirigenti, una partecipazione autonoma alle elezioni parlamentari nazionali incontra ulteriori difficoltà, compresa la raccolta delle firme richiesta dalla legislazione elettorale.
Il nuovo partito si presenta come una formazione di centro. La sua sfida sarà trasformare la presenza di comunità con nazionalità, storie e interessi diversi in consenso politico organizzato, senza presumere che tutti gli immigrati voterebbero allo stesso modo.
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