Un’offerta di camere a partire da 15 euro a notte ha spinto migliaia di turisti a prenotare un soggiorno in un hotel vicino a piazza San Marco, a Venezia. Il problema è che le tariffe erano fraudolente. La struttura, che dispone di appena 25 camere, ha iniziato a ricevere viaggiatori con conferme di prenotazione che non risultavano nel suo sistema.
Il caso riguarda l’Hotel Antigo Trovatore, tre stelle, situato in Calle delle Rasse, a pochi metri da una delle principali attrazioni della città italiana.
Nella notte tra il 6 e il 7 ottobre, l’hotel ha ricevuto oltre 3.500 messaggi relativi a prenotazioni effettuate attraverso la piattaforma Booking.com. Le tariffe giornaliere, normalmente vendute a prezzi compresi tra 150 e 300 euro, comparivano a importi tra 15 e 50 euro.
Secondo la stampa italiana, oltre 2 mila turisti sono stati colpiti dalla frode, che ha provocato confusione alla reception della struttura.
I turisti sono arrivati in hotel e hanno scoperto la frode
I problemi sono iniziati quando i viaggiatori hanno cominciato ad arrivare all’Antigo Trovatore con le ricevute di prenotazione.
Nonostante le conferme ricevute via e-mail, le registrazioni non comparivano nel sistema dell’hotel. Senza camere disponibili per far fronte alla domanda, il personale ha dovuto spiegare la situazione agli ospiti.
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Il direttore della struttura, Alberto De Toffoli, ha dichiarato di aver cercato di contattare Booking.com non appena ha individuato il volume anomalo di prenotazioni.
La direzione ha inoltre segnalato danni all’immagine dell’hotel. Dopo l’episodio, turisti insoddisfatti hanno pubblicato recensioni negative sulla struttura.
Non è ancora chiaro come i criminali siano riusciti a manipolare le offerte né se l’intrusione sia avvenuta direttamente sulla piattaforma di prenotazione o in un sistema collegato all’hotel.
In un aggiornamento pubblicato questo mercoledì (14), il quotidiano Corriere del Veneto ha riferito che alcuni turisti hanno ottenuto rimborsi fino a circa 262 euro.
Altri viaggiatori sono stati trasferiti in strutture fuori dal centro di Venezia, compresa la città di Dolo.
Booking.com ha dichiarato di stare indagando sulle attività illecite legate all’incidente e di aver sospeso l’annuncio della struttura per evitare ulteriori problemi.
L’azienda ha inoltre affermato di stare ricollocando i clienti coinvolti e di offrire supporto alla gestione dell’hotel.
La dichiarazione contrasta con le iniziali lamentele della direzione dell’Antigo Trovatore, che aveva accusato la piattaforma di non fornire assistenza sufficiente nei primi giorni della crisi.
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La polizia indaga sull’origine dell’attacco
Il direttore Alberto De Toffoli ha presentato questo mercoledì (14) una denuncia alla Polizia postale italiana, responsabile delle indagini sui reati informatici.
Le autorità dovranno accertare come siano state create le prenotazioni fraudolente e se vi sia stata una compromissione dei dati personali o finanziari dei clienti.
L’episodio ha inoltre sollevato dubbi sulla sicurezza dei sistemi di prenotazione digitali e sulla responsabilità delle piattaforme nell’assistenza ai viaggiatori danneggiati da frodi.
L’Antigo Trovatore ha comunicato di aver temporaneamente sospeso le nuove prenotazioni come misura precauzionale. La direzione teme che altri turisti possano ancora presentarsi in hotel con conferme che non possono essere soddisfatte.