La giustizia italiana ha fissato per la fine di ottobre una nuova udienza sulla richiesta di estradizione dell’ex deputata federale Carla Zambelli (PL-SP). Il procedimento sarà riesaminato dalla Corte d’appello di Roma dopo che la Corte di cassazione, a luglio, ha annullato la decisione che ne autorizzava la consegna al Brasile.
L’udienza riguarda la condanna di Zambelli a cinque anni e tre mesi di carcere inflitta dal Supremo tribunale federale (Stf) per porto abusivo di arma da fuoco e costrizione illegale mediante l’uso di arma da fuoco.
Il fatto risale all’ottobre del 2022, quando l’allora deputata inseguì il giornalista Luan Araújo con un’arma in una strada di San Paolo, alla vigilia del secondo turno delle elezioni presidenziali.
Zambelli è libera in Italia dal maggio di quest’anno, dopo aver trascorso circa dieci mesi detenuta a Roma.
La giustizia italiana riesaminerà la richiesta brasiliana
Nell’aprile 2026, la Corte d’appello di Roma ha autorizzato l’estradizione dell’ex deputata nel procedimento legato all’episodio dell’arma.
La difesa ha presentato ricorso alla Corte di cassazione, massima istanza della giustizia italiana per le questioni di legittimità. Il 1° luglio, il tribunale ha annullato la decisione e disposto un nuovo esame della richiesta.
La nuova udienza si terrà presso la Corte d’appello di Roma, con possibilità di ricorso in Cassazione.
Tra i punti discussi nel procedimento vi sono le garanzie offerte dalle autorità brasiliane sulle condizioni di detenzione e sulle cure mediche che Zambelli riceverebbe qualora fosse estradata.
L’ex deputata lamenta problemi di salute e contesta le condizioni di esecuzione della pena nel sistema penitenziario brasiliano.
La prima richiesta di estradizione è già stata respinta
Il Brasile ha presentato due richieste di estradizione nei confronti di Zambelli, relative a condanne distinte inflitte dallo Stf.
La prima riguardava la pena di dieci anni di carcere per l’intrusione nei sistemi elettronici del Consiglio nazionale di giustizia (Cnj), avvenuta nel 2023.
Nel maggio 2026, la Corte di cassazione italiana ha respinto tale richiesta. Nella motivazione resa nota successivamente, il tribunale ha sollevato dubbi sull’imparzialità del processo brasiliano, a causa del ruolo svolto dal ministro Alexandre de Moraes nel procedimento.
La decisione ha chiuso, davanti alla giustizia italiana, il procedimento di estradizione relativo alla condanna per l’intrusione nel Cnj. Non ha annullato la sentenza emessa dallo Stf.
La seconda richiesta, relativa all’episodio dell’inseguimento armato a San Paolo, resta al vaglio.
L’estradizione dipende ancora dalla decisione della giustizia italiana
Nella nuova udienza, i magistrati italiani dovranno valutare i requisiti di legge per l’estradizione, comprese le garanzie procedurali e le condizioni previste per l’esecuzione della pena in Brasile.
L’esame non costituisce un nuovo processo penale sui fatti per i quali Zambelli è stata condannata dallo Stf.
Qualora la Corte d’appello autorizzasse l’estradizione, resterà comunque possibile ricorrere alla Corte di cassazione.
Nel sistema italiano, la conclusione favorevole all’estradizione della fase giudiziaria non comporta di per sé l’immediato trasferimento della persona richiesta. La consegna dipende anche dalle procedure previste dalla legislazione italiana, compreso l’intervento del ministero della Giustizia.
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