Residenti stranieri di lunga data raccontano l’avanzata delle grandi catene, il turismo quasi tutto l’anno, il costo della vita più elevato e una burocrazia più digitale. I dati ufficiali confermano una parte di queste trasformazioni.
L’Italia è cambiata in modo evidente negli ultimi due decenni, secondo gli stranieri che vivono nel Paese da anni. Tra le trasformazioni citate figurano l’espansione delle catene internazionali di fast food, l’aumento del turismo durante tutto l’anno, la riduzione della tradizionale chiusura di agosto, l’aumento del costo della vita e la digitalizzazione dei servizi pubblici.
Le testimonianze sono state raccolte dal quotidiano The Local, che ha consultato lettori stranieri residenti in Italia. La testata non ha indicato le dimensioni del campione né la metodologia statistica, pertanto le risposte devono essere considerate percezioni individuali e non un quadro rappresentativo dell’intera popolazione straniera.
Le grandi catene guadagnano terreno
Uno dei cambiamenti più citati dagli intervistati è quello che alcuni definiscono un’Italia più «americanizzata», soprattutto per la crescente presenza di grandi catene internazionali della ristorazione.
La percezione coincide con i piani di espansione resi noti dalle stesse aziende. McDonald’s, che nel 2026 ha compiuto 40 anni in Italia, prevede circa 60 nuovi punti vendita quest’anno e intende raggiungere i 1.000 ristoranti nel Paese entro il 2029. Attualmente sono più di 800.
KFC segue una traiettoria simile. La catena prevede di aprire 35 ristoranti in Italia nel 2026 e di raggiungere 250 punti vendita entro il 2028, con una maggiore presenza anche nel Sud e nelle isole.
Alcuni stranieri interpellati da The Local associano questa crescita alla scomparsa di piccoli esercizi commerciali e ristoranti indipendenti. Tale relazione, tuttavia, non può essere stabilita direttamente soltanto sulla base dell’espansione delle catene. Anche i cambiamenti nei consumi, il commercio elettronico, i costi di gestione e le trasformazioni demografiche incidono sul commercio tradizionale.
Il turismo non finisce più in estate
Un altro cambiamento percepito riguarda la trasformazione del calendario turistico.
I residenti di lunga data affermano che città che un tempo si svuotavano durante agosto restano sempre più attive, in parte perché ristoranti, negozi e servizi rispondono a una domanda turistica più continua.
I dati dell’Istat mostrano che la presenza straniera nel turismo italiano continua ad aumentare. Nel secondo trimestre del 2026, gli stranieri hanno rappresentato il 61,6% delle presenze registrate nelle strutture ricettive. Il numero di pernottamenti dei visitatori internazionali è cresciuto del 4,6% rispetto allo stesso periodo del 2025.
Nel primo trimestre, la crescita era stata ancora maggiore: i soggiorni dei turisti stranieri sono aumentati del 12,3% in un anno.
Più stranieri vivono in Italia
È aumentata anche la presenza stessa di residenti di altre nazionalità.
Secondo l’Istat, al 1° gennaio 2026 l’Italia contava 5,56 milioni di residenti stranieri, 188 mila in più rispetto a un anno prima. Rappresentavano il 9,4% della popolazione residente.
La crescita avviene mentre la popolazione di cittadinanza italiana diminuisce. Il saldo migratorio internazionale continua a essere uno dei principali fattori che evitano una riduzione più marcata della popolazione complessiva del Paese.
Anche i prezzi incidono sulla percezione
L’aumento del costo della vita figura tra le principali preoccupazioni segnalate dagli stranieri.
I dati più recenti contribuiscono a spiegare questa percezione. Nel settembre 2026, l’inflazione annua italiana ha raggiunto il 4,2%, secondo la stima preliminare dell’Istat, trainata soprattutto dai prezzi dell’energia e dei prodotti alimentari freschi.
Anche sul mercato immobiliare i prezzi delle abitazioni hanno continuato a salire. Nel secondo trimestre del 2026, l’indice nazionale ha registrato un aumento annuo del 4%, secondo l’istituto di statistica.
Inverni più miti e caldo più intenso
Anche i residenti intervistati dichiarano di percepire inverni meno rigidi e ondate di calore più frequenti.
I dati ambientali indicano la stessa tendenza. Il rapporto climatico del sistema ambientale italiano ha mostrato che, nel 2025, la temperatura media dei mari attorno all’Italia è stata di 1,18 °C superiore alla media del periodo 1991-2020, il secondo valore più alto registrato dal 1982.
Una burocrazia più digitale
Non tutti i cambiamenti sono considerati negativi.
Gli stranieri che vivono nel Paese da decenni sottolineano che attività come pagare imposte, bollette e tasse pubbliche sono diventate più semplici grazie alla digitalizzazione. Servizi che in precedenza dipendevano da moduli cartacei, code e assistenza in presenza sono passati progressivamente a piattaforme elettroniche.
Per molti di questi residenti, l’Italia di oggi combina proprio queste due tendenze: una maggiore facilità tecnologica e amministrativa, ma anche una maggiore pressione turistica, prezzi più alti e un panorama commerciale sempre più simile a quello di altri Paesi occidentali.
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