Dal 2025 i turisti potrebbero dover pagare fino a 10 euro, equivalenti oggi a 62 R$, per visitare il centro storico di Venezia, una delle mete più ambite d'Italia.
Il Consiglio comunale del capoluogo veneto ha approvato questo giovedì (24) la reintroduzione della tariffa di accesso che è stato testato in città tra aprile e luglio quest’anno, una misura che mira a combattere il turismo predatorio e a migliorare la convivenza tra residenti e viaggiatori.
Il contributo in ingresso è stato effettuato sperimentalmente per 29 giorni non sequenziali tra il 25 aprile e il 14 luglio, principalmente fine settimana, per un valore di cinque euro (R$31).
Nel 2025 la tariffa verrà addebitata in 54 giorni, a partire dal periodo compreso tra il 18 aprile e il 4 maggio. Il calendario includerà anche la Festa da República, il 2 giugno, e tutti i venerdì, sabato e domenica fino alla fine di luglio.
Chi prenota l’ingresso fino a quattro giorni prima pagherà gli stessi cinque euro del 2024, ma chi decide all’ultimo minuto dovrà pagare il doppio.
Come quest'anno, la tassa riguarderà solo i viaggiatori che non pernottano nel centro storico di Venezia, e sono previste esenzioni per i residenti nel Veneto, i minori di 14 anni, i lavoratori pendolari e gli studenti.
"Nessuno ha mai fatto nulla per controllare il turismo, ma io l'ho fatto", ha detto all'ANSA il sindaco Luigi Brugnaro durante una visita a San Paolo nella prima metà dell'anno. "Mi dispiace per l'inconveniente, ma dovevamo fare qualcosa", ha aggiunto.
Gli oppositori del provvedimento accusano però Brugnaro di voler trasformare la città in “Veniceland”, in riferimento a Disneyland.
Allo stesso tempo, Venezia è teatro di frequenti proteste contro le cattive abitudini dei turisti, come urinare per strada, tuffarsi nei canali e fare picnic sui ponti.
Inoltre, molti attribuiscono al turismo di massa il calo della popolazione del centro storico, dove la crescente offerta di immobili stagionali esercita una pressione al rialzo sugli affitti immobiliari a causa della minore disponibilità. (ANSA)





























































