“Turismo delle Radici. È un’idea bella, che commuove, ma attenzione: può generare un flusso difficile da gestire, in cui veniamo contattati da consulenti che spesso hanno precedenti penali e sono coinvolti in enormi quantità di truffe”.
L'allarme arriva dal sindaco Camillo De Pellegrin, di Val di Zoldo – nella provincia di Belluno, nella regione italiana del Veneto – che quattro anni fa si è ritrovata in fila davanti al municipio con i brasiliani: centinaia di persone che chiedevano la residenza per poi iniziare la procedura per ottenere la cittadinanza italiana. (ius sanguinis).
Fino a questo punto non c'era nulla di strano, se non il fatto che in quel caso il tutto era gestito da un imprenditore brasiliano, che poi finì arrestato per traffico di droga, e aveva il suo nome sulla lista dell'Interpol nel 2021.
“Ha registrato dalle 20 alle 30 persone che vivevano in un appartamento”, dice De Pellegrin. Ci siamo subito accorti che qualcosa non andava e l'abbiamo bloccato, anche sporgendo denuncia alle autorità, Procura compresa.
“Certo non tutti sono delinquenti”, sottolinea il sindaco, “ma i giornali hanno riportato diversi casi”.
L’Italia ha lanciato questo mese un piano da 20 milioni di euro per incentivare i cosiddetti “turismo delle radici” e che mira a riattivare il settore aiutando, soprattutto, le città con meno di 50mila abitanti.
Novità nella Legge AIRE
La Val di Zoldo è un comune di poco più di 3mila abitanti, che conta attualmente 1.600 iscritti all'AIRE, l'Anagrafe degli italiani residenti all'estero.
“Ricordiamoci che anche queste persone votano. Il nostro voto vale quanto il voto di un elettore dell'AIRE”, ha detto il sindaco quotidiano Il Gazzettino.
Secondo lui sono “consiglieri senza scrupoli”. “Niente di tutto questo c’entra con le radici del Veneto. Coloro che aderiscono ingenuamente a questo progetto corrono il rischio di esporsi a traffici che non possono immaginare”, avverte.
“I coyote sono pronti, basta guardare i primi commenti.” Il riferimento è all'Associazione Bellunesi nel Mondo, dove in un post sui social un brasiliano, che plaude all'iniziativa, commenta: “Ho un progetto per mandare dalle 3 alle 5mila persone da Santa Catarina e Rio Grande do Sul in Veneto ”.
Per il sindaco sono numeri che rappresentano un terremoto per i piccoli comuni di 300-400 abitanti, dove le persone già faticano a far fronte alle difficoltà amministrative quotidiane.
Cita ad esempio il caso di Soverzene, un piccolo paese di poco più di 300 abitanti, di cui 800 iscritti all'AIRE.
"Dobbiamo insistere sulla riforma sia dell'AIRE (Anagrafe degli Italiani Residenti all'Estero) sia della cittadinanza italiana per discendenza (jure sanguinis)", conclude il sindaco.
L’articolo (in italiano) si può leggere qui: “Il turismo delle radici? Bella iniziativa, ma attenta al tartufo della cittadinanza italiana".





















































