Mercoledì 14 gennaio si terrà la seconda udienza del Tribunale Amministrativo Regionale (TAR) del Lazio in merito al ricorso che contesta la legittimità della circolare n. 26185, emanata dal Ministero dell'Interno il 28 maggio 2025.
La circolare ha creato la categoria. "Cittadino italiano per diritto" per i minori nati all'estero. Il processo, presieduto dal giudice Antonietta Giudice, è seguito dalle comunità italiane all'estero. La decisione potrebbe incidere sul riconoscimento della cittadinanza ai figli di italiani nati all'estero.
La controversia legale è iniziata dopo l'emanazione della Legge 74 (Decreto Tajani) nel maggio 2025. Questa legge ha modificato la Legge 91/1992 ed eliminato il riconoscimento automatico per diversi casi di nascita all'estero. La nuova norma richiede una dichiarazione formale da parte dei genitori.
Il ricorso è stato presentato dall'ufficio Studio Legale Pinelli Schifani & Caronia per conto di Confederazione degli Italiani nel Mondo (CIM), e la prima udienza si è tenuta il 12 novembre dello scorso anno. L'ente sostiene che il testo amministrativo crea obblighi non previsti dalla legge originaria.
L'avvocato Giuseppe Pinelli ha dichiarato che "il giudice ha richiesto ulteriori chiarimenti in merito alla giurisdizione e all'interesse dell'associazione nel caso". A suo dire, questi punti saranno discussi all'udienza di mercoledì.
La difesa sostiene che il termine "beneficio della legge" non compare nel testo legislativo. Il ricorso evidenzia anche possibili violazioni costituzionali, come la disparità di trattamento. Un altro punto messo in discussione è l'applicazione retroattiva delle norme nei casi precedenti alla Legge 74.
Il tribunale può rigettare il ricorso, accogliere parzialmente la richiesta o rinviare il caso alla Corte Costituzionale. I tribunali di Torino e Mantova hanno già adottato questa procedura per il rinvio alla Corte Costituzionale.


























































