Il Sottosegretario del Ministero degli Affari Esteri italiano, Maria Tripodi, ha affermato questo venerdì (13) che il riconoscimento della cittadinanza italiana per diritto di sangue non prevede “discrezionalità”, cioè non lascia spazio all’interpretazione dell’autorità responsabile del procedimento.
La dichiarazione è stata resa in risposta alle domande dell'opposizione in merito alle domande di cittadinanza presentate dal famiglia dell'ex presidente Jair Bolsonaro.
“Due sono i requisiti stabiliti dal nostro ordinamento (per la cittadinanza per sangue): la discendenza da cittadino italiano e l'assenza di un evento che interrompa la trasmissione della cittadinanza in linea di discendenza”, ha detto Tripodi, dopo un'interrogazione dei parlamentari del Partito Democratico (PD) di centrosinistra.

"Non sono pertanto previsti discrezionalità o valutazioni da parte dell'amministrazione nel riconoscimento della cittadinanza italiana per ius sanguinis. Il responsabile del procedimento deve solo verificare se il richiedente soddisfa i requisiti", ha aggiunto il sottosegretario, sottolineando che questa regola si applica a "tutti i richiedenti".
Tripodi ha inoltre ribadito che Bolsonaro non ha ancora presentato domanda di cittadinanza italiana, informazione che era già stata diffusa nel corso della settimana dal ministro degli Esteri italiano, Antonio Tajani.
A sua volta, il senatore Flávio Bolsonaro e il deputato federale Eduardo Bolsonaro, figli dell'ex presidente, hanno presentato le loro richieste all'ambasciata italiana a Brasilia nel 2020.
Essendo discendenti di italiani, chiedono il riconoscimento della cittadinanza per diritto di sangue. Uno Il bisnonno paterno di Bolsonaro era di Anguillara Veneta, comune del nord Italia che ha concesso la cittadinanza onoraria all'ex presidente nel 2021. I suoi nonni materni erano di Lucca, in Toscana. (Con informazioni Ansa)











































