L’anno 2022 è appena iniziato e si è già manifestato il primo caso di presunta falsa cittadinanza in Italia.
La polizia vuole sapere perché Torrice, la tranquilla cittadina della provincia di Frosinone – a circa 90 km da Roma – divenne una fabbrica di cittadinanza italiana.
Quasi 100 cittadinanze tra il 2017 e il 2020. Un numero elevato per una città che conta circa 5mila abitanti.
Talmente anormale che il Pubblico Ministero vuole approfondire la questione. Nei giorni scorsi, il la polizia ha sequestrato tutti i documenti relativi alle domande di cittadinanza italiana trattate in città.
La Corte Suprema ha ribadito: la cittadinanza nasce con la persona.
- Si è aperto un nuovo fronte legale
- È ancora possibile presentare le istanze.
- Valutazione individuale prima di qualsiasi decisione.
Per ora le ipotesi di reato sono abuso di potere e falsità ideologica, ma le indagini potrebbero prendere altre direzioni, una volta avviati gli accertamenti più approfonditi.
Il caso è scoppiato poco prima delle elezioni che si terranno nell'ottobre 2021, per le cariche amministrative, in città. I responsabili delle elezioni hanno notato una concentrazione anomala di cittadini brasiliani nei registri elettorali.
Da dove vengono? Sono stati consultati gli atti ed è emerso che dal 2017 al 2020 sono state concesse 98 cittadinanze italiane per discendenza in base al principio di iure sanguinis. Tutti i candidati sono brasiliani.
Tutto nella stessa residenza
Per ottenere la cittadinanza italiana è necessario essere residenti nel Comune che la riconosce. E la polizia ha poi scoperto che le residenze erano state ottenute, in un gran numero di casi, indicando sempre gli stessi domicili.
Case poco più grandi di un monolocale ospitato gruppi da 7 a 8 persone a rotazione, secondo un rapporto di Il Messaggero.
L'effettiva residenza deve essere confermata con controlli sul posto, che normalmente sono di competenza di un agente di polizia locale – il veglia.
Nel caso di Torrice, secondo quanto risulta dagli atti, era lo stesso dipendente a occuparsi di tutte le procedure per effettuare i controlli di residenza sui richiedenti la cittadinanza italiana.
Secondo la polizia, delle 98 persone che hanno intentato una causa in città, meno di una dozzina restano residenti a Torrice.







































