La Questura di Avezzano, in AbruzzoLa polizia ha smantellato una truffa legata al riconoscimento della cittadinanza italiana, che coinvolgeva nove brasiliani. Il gruppo è accusato di aver offerto processi in cambio di 4.000 euro, utilizzando documentazione falsificata.
Il pubblico ministero Luigi Sgambati ha chiesto azioni legali contro dieci persone, tra cui BHZ, di 43 anni, di nazionalità polacca, nonché i brasiliani VTC (59), AMP (68), AP (44), AP (69), FLZCL (43), WPVA (26), MPS (33), NSB (31) e FLCL (43). Di questi, tre indagati si trovano in località sconosciuta, mentre gli altri risiedono nella Marsica.
Dalle indagini è emerso che il gruppo ha organizzato il trasporto e il soggiorno di brasiliani nelle città di Avezzano, Capistrello, Civita D'Antino, Civitella Roveto e Morino, con false residenze e, in alcuni casi, falsificando l'ascendenza italiana dei coinvolti, utilizzando certificati dei falsi nonni italiani, secondo il Il Messaggero.
Tra il 2018 e il 2020, il regime ha consentito l’ingresso e la legalizzazione degli immigrati attraverso documenti che ne garantivano lo status di discendenti di italiani. Le autorità continuano a indagare sul caso.







































