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Cittadinanza

Meloni rompe il silenzio e parla di cittadinanza italiana

Meloni rompe il silenzio sul decreto che limita la cittadinanza per motivi di sangue e afferma che il legame con l'Italia deve essere reale.

Meloni rompe il silenzio sulla cittadinanza italiana e difende i legami reali | Foto: Youtube
Meloni rompe il silenzio sulla cittadinanza italiana e difende i legami reali | Foto: Youtube

Per la prima volta da quando decreto che limita la cittadinanza italiana per discendenza è diventata legge il 20 maggio 2025, il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni è intervenuto pubblicamente sull'argomento.

I discorsi hanno avuto luogo durante l'evento del 25° anniversario del giornale Libero Daily, con la mediazione del regista Mario Sechi.

“Recentemente, come sapete, abbiamo approvato in Consiglio dei Ministri un disegno di legge per arginare gli abusi nel campo della ius sanguinis, cioè coloro che si sono inventati le origini italiane per ottenere la cittadinanza, perché crediamo che la concessione della cittadinanza sia una cosa seria e debba essere riservata a chi ha un legame autentico con la nostra nazione.”

Secondo Meloni, la cittadinanza dovrebbe essere concessa solo a coloro che hanno un “legame autentico con la nostra nazione”.

Ha aggiunto: "Poi, ovviamente, se il Parlamento vorrà discutere soluzioni sensate, ad esempio per migliorare le rigidità nella richiesta di cittadinanza per chi compie 18 anni e ne ha diritto, valuterò senza pregiudizi; sono una persona di buon senso. Ma per il resto ho le idee molto chiare, e aggiungo che sono molto contenta di essere sulla stessa lunghezza d'onda della stragrande maggioranza degli italiani", ha detto, riferendosi in questo caso alla cittadinanza per naturalizzazione.

Meloni ha inoltre affermato: "Dato che parliamo sempre di democrazia, credo che dovremmo tutti avere un po' di umiltà per affrontare ciò che pensa la stragrande maggioranza degli italiani. Pertanto, non solo ritengo che il Parlamento non debba modificare la legge, ma spero anche che nessuno presenti una proposta di questo tipo, perché significherebbe ignorare completamente la volontà di coloro che si suppone di rappresentare".

Secondo giuristi e costituzionalisti, il governo sta sostenendo il decreto basandosi su un discorso ritenuto fallace, basato su casi specifici e decontestualizzato. La strategia, secondo queste fonti, mira a giustificare la limitazione di un diritto riconosciuto da decenni.

Come il suo vicepremier, Meloni adotta una narrazione che ignora il principio di uguaglianza sancito dalla Costituzione. Antonio Tajani usa esempi controversi, come la presunta vendita di cittadinanza nelle campagne del "Black Friday" o casi di corruzione che coinvolgono strutture dello Stato italiano stesso.

Uno degli episodi utilizzati per giustificare il blocco delle domande di cittadinanza coinvolge ironicamente il consolato italiano in Venezuela, accusato di aver concesso irregolarmente la cittadinanza a cinque membri del gruppo Hezbollah. Il caso è ancora sotto inchiesta.

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