In una nota congiunta si afferma che la norma approvata dal Parlamento viola i valori storici e culturali della cittadinanza italiana.
I Comitati svizzeri — comitati rappresentativi degli italiani all’estero con sede a Basilea, Zurigo, Ginevra, Canton Ticino, Berna, Losanna e San Gallo — hanno espresso ferma opposizione alla nuova legislazione italiana che modifica le regole per il riconoscimento della cittadinanza per discendenza (iure sanguinis).
La posizione è stata rilasciata questo mercoledì 16 luglio, tramite una nota ufficiale degli Intercomites, firmata da Michele Scala, coordinatore nel paese.
Secondo l'agenzia Aise, le critiche si concentrano soprattutto Articolo 3-bis della legge n. 74 del 2025Il disegno di legge, recentemente approvato dal Parlamento italiano, impone severe restrizioni all'acquisizione della cittadinanza italiana da parte dei figli e dei nipoti degli italiani residenti all'estero.
Secondo le Commissioni, il provvedimento è stato approvato senza alcun dialogo con i rappresentanti democratici della diaspora. Lo considerano una "legge escludente, punitiva e potenzialmente incostituzionale" che minaccia diritti storicamente riconosciuti.
La nuova norma colpisce principalmente le persone nate all'estero, imponendo nuovi requisiti amministrativi e limitando il riconoscimento della cittadinanza in caso di doppia cittadinanza. "È una norma che indebolisce il legame con l'Italia, anziché rafforzarlo", si legge nel documento.
Le commissioni denunciano inoltre possibili violazioni dei principi costituzionali italiani, come l'uguaglianza (articolo 3), la solidarietà (articolo 2) e la partecipazione democratica (articoli 9 e 18). Anche l'esclusione di rappresentanti della comunità italiana dal processo legislativo, come le commissioni stesse e il CGIE (Consiglio Generale degli Italiani all'Estero), è stata duramente criticata.
«I milioni di italiani nel mondo che mantengono un forte legame con il loro Paese d’origine non possono essere trattati come cittadini di seconda classe», si legge nel testo.
In conclusione, i Comitati svizzeri ribadiscono il loro impegno nella difesa dei diritti civili, sociali e culturali delle comunità italiane all’estero e per una cittadinanza “che unisce, non divide”.


























































