A Battaglia delle Arance, tipico del Carnevale di Ivrea, città in provincia di Torino, è diventata una tradizione profondamente radicata che porta in Piemonte visitatori da tutto il mondo.
Poiché le tradizioni abbracciano decenni e generazioni, le loro origini diventano un po’ confuse. Per quanto riguarda il Carnevale di Ivrea, la cosa curiosa è che si tratta di una messa in scena di a vero e proprio evento storico, secondo il Atlas Obscura.

Nel libro Agrumi: una storia, Pierre Laszlo spiega che i tre giorni di celebrazione, che si tengono prima della Quaresima, sono una messa in scena di “sanguinose rivolte degli abitanti della città”.
La rivoluzione avrebbe potuto essere contraria Ranieri di Biandrate, un tiranno del XII secolo noto come ius primae noctis, usanza medievale che gli dava il diritto di trascorrere la prima notte con la sposa del suo vassallo.
Quando tentò di far valere questo “diritto” con una donna del posto, non ebbe successo: finì per essere decapitato e gli fu tagliata la testa. mostrato alla popolazione in segno di trionfo. L'eroina di Ivrea divenne la protagonista del Carnevale.

Un'altra storia contrappone la città al Marchese Guglielmo VII del Monferrato, un tiranno del XIII secolo accusato dello stesso crimine.
Non si sa come le arance entrino in questa storia, ma la sagra celebra una rivolta, il popolo contro ogni potere oppressivo.
Al Carnevale di Ivrea, la città entra in una battaglia simulata, con persone che lanciavano arance e altre su carri trainati da cavalli che difendevano il castello. Ogni gruppo – i ribelli e i cavalieri – indossa il proprio costume.
Quasi tre tonnellate di arance, portate dal sud, volano in questa celebrazione, che lascia la città in poltiglia – letteralmente.






































