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L'Italia approva la legge per la ripresa dell'energia nucleare dopo 40 anni di abbandono.

Con 155 voti a favore, il testo passa al Senato. Secondo il governo, i primi reattori potrebbero entrare in funzione tra il 2034 e il 2035.

Il 4 giugno 2026, a Roma, la Camera dei Deputati italiana approva un disegno di legge per il ritorno all'energia nucleare.
Il 4 giugno 2026, a Roma, la Camera dei Deputati italiana approva un disegno di legge per il ritorno all'energia nucleare.

La Camera dei Deputati italiana ha approvato questo giovedì (4) un disegno di legge del governo Giorgia Melonic che autorizza il ritorno di energia nucleare al paese, quasi quarant'anni dopo il suo abbandono. Il testo ha ricevuto 155 voti a favore, 86 contrari e otto astensioni.

Il disegno di legge passa ora al Senato, dove il governo spera di ottenerne l'approvazione prima della pausa estiva parlamentare, prevista per la fine di luglio. Il provvedimento rappresenta una svolta storica nella politica energetica italiana, dato che il Paese si era ritirato dal settore in seguito al referendum tenutosi dopo il disastro di Chernobyl nel 1986.

Reattori di nuova generazione

Il piano del governo si concentra sui piccoli reattori modulari (SMR, AMR e microreattori), presentati come un'alternativa per ridurre la dipendenza dalle importazioni di energia e diminuire le emissioni di gas serra.

Se approvato dal Senato, il testo concederà al governo un anno di tempo per regolamentare la produzione di energia nucleare, la ricerca sulla fusione nucleare e la gestione dei rifiuti radioattivi. La legge prevede inoltre incentivi per le regioni che ospitano impianti nucleari e semplifica le procedure di rilascio delle licenze.

Previsioni sull'andamento operativo e sulla partecipazione nella società madre

Il Ministro dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto FratinHa dichiarato che i decreti attuativi dovrebbero essere emanati entro la fine dell'anno e che i primi reattori potrebbero entrare in funzione tra il 2034 e il 2035. Secondo lui, la quota del nucleare nel mix energetico italiano potrebbe variare tra l'11% e il 22%.

Il vice primo ministro Matteo Salvini ha affermato che "l'Italia non può fare a meno dell'energia nucleare" e ha descritto la misura come "il modo più urgente per ridurre le bollette energetiche" per famiglie e imprese. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha salutato il voto come "un primo passo storico verso l'indipendenza energetica del Paese". (Con informazioni fornite dall'ANSA)

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