Il Parlamento italiano ha approvato questo giovedì (25) la riforma della procedura civile. La nuova legge mira a semplificare il procedimento civile – di primo e secondo grado – nella forma e nella scadenza, per fornire risposte più rapide ai cittadini e favorire l’attrazione di investimenti esteri.
Il cambiamento ruota attorno agli impegni assunti dal governo nei confronti dell’Europa. L'obiettivo è ridurre i tempi della procedura del 40% nei procedimenti legali.
Dal tribunale della famiglia – con maggiori tutele per le vittime di violenza – alla semplificazione dei riti, con la valorizzazione di forme alternative di giustizia: queste le principali novità apportate dalla riforma.
La modifica già approvata dal Senato italiano il 21 settembre entrerà in vigore tra 180 giorni. È tempo che gli avvocati si adeguino alle nuove normative.
La riforma favorirà le azioni per il riconoscimento della cittadinanza attraverso i tribunali
Da luglio 2022, azioni a riconoscimento della cittadinanza italiana, detta “azione contro le code ai consolati“, sarà depositato davanti ai tribunali delle Regioni da cui sono partiti gli italiani.
«Il disegno di legge modifica i criteri per l'individuazione del giudice competente a pronunciare la condanna, al fine di ridurre l'attuale onere gravante sulla sezione specializzata istituita presso il Tribunale di Roma», si legge nella legge di riforma del processo civile italiano.
Ancora secondo il testo prima udienza (quello in cui le parti “si presentano” e portano i rispettivi elementi a sostegno delle proprie argomentazioni) deve essere fissato in un “Scadenza ragionevole"non eccedente 120 giorni.
Per quanto riguarda la sentenza d'Appello, invece, si prevede un'accelerazione dei termini fissando la prima udienza entro un termine massimo di 90 giorni.
Restano invariati i ricorsi già presentati presso il Tribunale di Roma, precedentemente competente a giudicare questo tipo di casi.





































