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In Italia gli influencer dovranno registrarsi: ecco chi è soggetto alla nuova norma.

Thiago Dalla commenta la nuova norma dell'AGCOM che impone la registrazione agli influencer con una vasta portata in Italia.

Thiago Dalla, influencer brasiliano in Italia.
Thiago Dalla, influencer italo-brasiliano in Italia | Foto: Profilo/Instagram

Dall'8 novembre l'Italia ha imposto la registrazione obbligatoria delle influenzatori ritenuto "rilevante" dall'AGCOM, l'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni. La nuova norma si applica a chi ha più di 500 follower o raggiunge 1 milione di visualizzazioni al mese sui social media.

Il provvedimento, approvato nel Risoluzione n. 197/2025Ciò richiede che questi creatori si registrino in un nuovo sistema con regole severe in materia di pubblicità, utilizzo dell'intelligenza artificiale, tutela dei minori e trasparenza. La sanzione per il mancato rispetto può raggiungere i 600 euro.

Chi deve registrarsi

La registrazione è obbligatoria per i creatori di contenuti che soddisfano almeno uno dei seguenti criteri:

– Avere 500 o più follower su piattaforme di social media come Instagram, TikTok, YouTube, Facebook o Twitch;
– Raggiungere una media di 1 milione di visualizzazioni mensili sui tuoi canali digitali.

Secondo la stessa AGCOM, si prevede che circa 2 persone rientreranno nella categoria degli "influencer rilevanti". Chi raggiunge già questo numero deve registrarsi immediatamente, altrimenti rischia una multa.

Cosa cambia con la nuova immatricolazione?

Dal momento in cui si registrano, gli influencer iniziano a seguire le stesse regole delle aziende mediatiche, come le emittenti televisive e radiofoniche. Tra queste:

– Divieto di pubblicità mascherata: tutti i contenuti sponsorizzati devono essere chiaramente identificati;
– Rispetto della tutela dei minori: i contenuti non possono violare i diritti dei minori di 18 anni;
– Divieto di incitamento all’odio o alla violenza;
– Responsabilità delle informazioni pubblicate, con dovere di verificare i fatti;
– Obbligo di comunicare l’utilizzo di filtri o intelligenza artificiale nelle immagini e nei video.

Tali norme fanno parte di un nuovo Codice di condotta elaborato dall'AGCOM, già in vigore.

Le sanzioni possono arrivare a 600 euro.

Chi non si registra o non rispetta le nuove regole è soggetto a multe salate.

– Fino a 250 euro per pubblicità occulta o altri reati minori;
– Fino a 600 euro nei casi gravi, come contenuti che riguardano bambini o adolescenti.

L'AGCOM sarà responsabile delle indagini e dell'applicazione delle sanzioni e potrà agire di propria iniziativa o sulla base di denunce pubbliche. L'agenzia terrà inoltre un elenco pubblico degli influencer registrati, aggiornato due volte all'anno.

Come avviene la registrazione?

La procedura è semplice: l'influencer deve compilare un modulo sul sito web dell'AGCOM con i propri dati personali, i link ai propri profili social, l'indirizzo digitale (come email o PEC) e una copia del proprio documento di identità. Se ha una società, deve anche fornire i dati del legale rappresentante.

E per chi vive fuori dall'Italia?

Secondo il documento ufficiale dell'AGCOM, la norma si applica solo a coloro che hanno "un legame stabile ed effettivo con l'economia italiana".

Ciò significa che vivere fuori dall'Italia e produrre contenuti sul Paese, anche in italiano, non richiede la registrazione. Ciò che determina l'obbligo è la presenza economica nel Paese, ovvero avere un'azienda, la residenza fiscale o un'attività commerciale in Italia.

Vediamo cosa dice la risoluzione:

“PREMESSO CHE le Linee Guida e il Codice di Condotta si applicano esclusivamente ai soggetti caratterizzati da un legame stabile ed effettivo con l’economia italiana, con la conseguenza che le corrispondenti disposizioni non comportano alcuna limitazione alla circolazione dei prodotti e dei servizi della società dell’informazione all’interno dell’Unione Europea…”

In breve:
– Sono esentati da tale obbligo coloro che risiedono e lavorano fuori dall’Italia, senza avervi registrato una sede aziendale o un’attività economica;
La norma si applica solo a coloro che sono economicamente stabiliti nel territorio italiano.

Opinione di chi vive nel mondo digitale

L'influencer italo-brasiliana, Thiago Dalla, che vive in Italia e produce contenuti sul Paese, ha commentato Italianismo Per quanto riguarda il nuovo requisito dell'AGCOM, ritiene che la misura rifletta la maggiore responsabilità di chi lavora sui social media.

Thiago Dalla: "Era ora che esistesse la regolamentazione"

"Quando fruiamo di internet, formiamo una visione. Quando le persone trasmettono sogni, ammirazione e investono perché ti guardano ogni giorno, la loro visione di internet cambia, la loro responsabilità cambia. Non diventa più solo un altro post o una storia, diventa un dovere quotidiano e una responsabilità sociale."

Ritiene che la regolamentazione fosse inevitabile.

"Il mondo è cambiato. Internet non è ancora il media più seguito, ma è solo questione di tempo. Quindi è giunto il momento di regolamentarlo. È necessario per entrambe le parti: proteggere gli influencer e il loro pubblico."

Dalla paragona la situazione ad altre professioni in Italia:

"In Italia, per fare l'ingegnere, devi iscriverti all'albo; architetto, agente immobiliare... E se voglio parlare di finanza, dovrò aprire una partita IVA. Ma se non hai i requisiti, non potrai farlo."

Riconosce che la situazione ha due facce:

"Da un lato, concordo sul fatto che ci siano molte persone che sanno più di chi è istruito o ha seguito corsi. Dall'altro, si è aperto un mondo di false promesse e insegnamenti non dimostrati."

Sulla base della sua esperienza, mette in guardia dai rischi della disinformazione sui social media:

"Se ora apro il mio Instagram e dico: vieni in Italia, che ci sono posti di lavoro e che poi puoi occuparti del permesso (visto) da solo, è molto probabile che domani mille persone lasceranno un buon lavoro in Brasile, lasceranno le loro famiglie e verranno in Italia. Poi, quando arriveranno qui, le informazioni saranno diverse. Ora dimmi: non dovrebbe essere monitorato e punito?"

Secondo lui, l'eccessiva burocrazia in Italia può scoraggiare chi crea contenuti:

"L'Italia è molto rigida in molte cose e spesso diventa difficile anche solo aprire un conto in banca e, ora, anche creare contenuti."

Ma vede la nuova registrazione come un'opportunità per aumentare il valore dell'attività:

"La creazione di Albo degli influencer "Ci darà visibilità e autorevolezza con numeri e dati, così che i marchi possano cercarci e sponsorizzarci. Centralizzazione di informazioni e dati reali, senza numeri falsi, che possono essere facilmente manipolati per essere venduti ai marchi, come follower falsi e numeri acquistati."

Ciononostante, lancia un avvertimento sul potere dell'AGCOM:

"D'altra parte, l'AGCOM avrà il potere di multarti e metterti a tacere quando vorrà, sostenendo che queste regole non sono state rispettate e applicando sanzioni sproporzionate. E lo ripeto: visualizzazioni e follower su Instagram non ti pagano NULLA."

Per lui anche chi crea ha bisogno di protezione:

"Noi, come influencer, dobbiamo fare i conti con insulti e, a volte, persino con minacce. Spero che anche in situazioni come queste avremo il supporto dell'AGCOM".

Nota anche i cambiamenti nel consumo digitale:

"Molti blog stanno diventando incontrollabili, sempre più spesso creati dall'intelligenza artificiale. E quando si usa l'intelligenza artificiale per creare un blog, questa consulta altri blog. Di conseguenza, finisce per creare un circolo vizioso all'interno dell'intelligenza artificiale stessa."

E conclude:

"La realtà, per me, è questa: era giunto il momento di una regolamentazione. Tuttavia, dobbiamo vedere come funzionerà realmente e se andrà a vantaggio solo di un gruppo."

Profilo Instagram di Thiago Dalla: @DallaThiago

Vedi il documento per la risoluzione n. 197/2025 in toto (in italiano):

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