Il sindaco di Pedras Grandes, Agnaldo Filippi (PP), ha annunciato che proporrà di rompere il patto di amicizia con la città di Belluno, in Italia.
Il disegno di legge verrà inviato al Consiglio comunale e potrebbe essere votato la prossima settimana.
La decisione è stata annunciata in un'intervista a Radio Marconi, a Urussanga, come forma di protesta contro... Decreto legge numero 36/2025Il provvedimento, approvato dal Consiglio dei Ministri italiano, limita l'accesso alla cittadinanza italiana per discendenza, suscitando critiche tra i discendenti in Brasile.
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"Credo che l'Italia ci abbia dato uno schiaffo con l'approvazione del decreto legge. Questo è il decreto della vergogna, il decreto Tajani, del Consiglio dei Ministri", ha dichiarato Filippi. Secondo il sindaco, la reazione di enti e associazioni è stata insufficiente. "La nostra manifestazione è stata meramente retorica, senza, diciamo, spiegare appieno cosa pensiamo in Italia".
Il Presidente del Consiglio ha dichiarato che la proposta di rescissione del patto verrà inviata a Belluno se approvata dall'Assemblea legislativa locale. "Voglio credere che il loro comportamento ci spingerà a essere un po' più assertivi, non solo a parole. Siamo contrari a questa assurdità, a questa vergogna che è stata elaborata e approvata lì".

Filippi ha sottolineato che la protesta non è contro Belluno o i suoi abitanti, ma contro il governo italiano. "Non riguarda Belluno, non riguarda la gente. Riguarda l'Italia".
Secondo lui, la sospensione è una forma di azione concreta in risposta al provvedimento approvato dal governo italiano. "Dobbiamo fare qualcosa di concreto, qualcosa che sia nelle nostre mani, che sia alla nostra portata".
Il sindaco ha anche criticato quella che ha definito la mancanza di riconoscimento della storia dell'immigrazione italiana in Brasile. "Gli europei che sono arrivati qui molto tempo fa hanno costruito una storia che vorremmo semplicemente che gli italiani conoscessero, affinché possa essere rispettata. Non è conosciuta, non hanno alcun interesse a conoscerla, quindi non rispettano questa storia".
Filippi ha inoltre affermato che il decreto è stato approvato frettolosamente e senza dialogo. "Il modo in cui questa legge è stata riformata è stato molto radicale ed estremamente aggressivo, rendendo molto chiaro che non conoscono la nostra storia e non la rispettano".
Durante l'intervista, il sindaco ha sottolineato che l'impatto del provvedimento è simbolico. "Qualcosa che ha già lasciato il segno e rimarrà indelebile è l'approvazione. Anche se questa venisse revocata, lo schiaffo in faccia sarebbe già stato dato".
Ha anche lamentato la mancanza di una dichiarazione da parte delle autorità italiane. "Nessuna dichiarazione ufficiale, almeno a mia conoscenza, che dicesse 'guardate, bisogna fare qualcosa per rallentare questa folle corsa ai passaporti', ottimo, nessun problema."
Riguardo al 150° anniversario dell'immigrazione italiana nel sud di Santa Catarina, il sindaco ha dichiarato che intende rilasciare una dichiarazione pubblica. "Dovrà accadere ad Azambuja perché la storia, nel tempo, è stata raccontata in modo falso anche in questa regione. La prima colonia di immigrati italiani è Azambuja. Non è la più grande, non è la migliore, non è la peggiore, ma è la prima".
Secondo Filippi, se l'evento avrà luogo, dovrà essere approvato dal comune. "Secondo me, non dovrebbe accadere perché non abbiamo assolutamente nulla da festeggiare. Deve svolgersi ad Azambuja, e poi dovrà superare il nostro esame, senza ombra di dubbio."



























































