L’iniziativa prevede 18 mesi di sostegno finanziario per coloro che rinunciano all’aborto
La città di Iseo, nel nord Italia, ha approvato una proposta con la quale intende istituire un bonus di 160 euro – circa R$ 1.050 al mese – alle donne che rinunciano all’aborto e decidono di partorire.
Con poco più di 9mila abitanti provincia di Brescia, Iseo – come l’Italia – soffre del calo delle nascite.
Votato e approvato alla fine di settembre di quest'anno, secondo una pubblicazione di Brescia Oggi, la mozione "Sostegno alla vita nascente", definito come "indennità di maternità” dà alla donna un sussidio di 160 euro per 18 mesi, per un totale di 2.880 euro – circa 7.500 R$.
"È un inno alla vita in tutte le sue forme, quindi come un sostegno e una struttura da realizzare proprio affinché la vita nascente sia sempre più incoraggiata e, invece, siano scoraggiate forme che portano a soluzioni diverse”, ha detto la consigliera Giovanna Prati (M5S), autrice del progetto.
Il documento – una sorta di discorso politico contro l’aborto – è stato approvato dalla maggioranza di centrodestra a Iseo. L'opposizione non ha partecipato al voto come forma di protesta.
A Roma la senatrice Monica Cirinnà (PD) ha duramente criticato l'iniziativa con le seguenti parole:La scelta di essere madre o meno non si può comprare".
Città anti-aborto
In 2017, Iseo ha fatto notizia sui principali giornali italiani per il caso dell'ospedale Mellino Mellini, dove da 15 anni non si praticavano aborti. Medici, anestesisti e infermieri erano contrari alla pratica.
Dal 1978 l’Italia ha il “Legge 194, sull’aborto”, che consente alle donne, nei casi previsti, di avvalersi del servizio pubblico per interrompere la gravidanza.
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