Il senatore Francesco Giacobbe (Partito Democratico) ha partecipato lunedì (30), presso la Commissione Affari Esteri del Senato, a Roma, ad un incontro con il Comitato di Presidenza del Consiglio Generale degli Italiani all'Estero.
Il dibattito ha riguardato le politiche per gli italiani all'estero, con particolare attenzione alla cittadinanza e ai servizi consolari.
Nel suo intervento, Giacobbe ha criticato la recente legge approvata dalla maggioranza di destra in Parlamento. Secondo lui, la nuova legge "penalizza e, anzi, discrimina i figli degli italiani all'estero", ovvero discrimina i figli degli italiani residenti all'estero.
Il senatore sostiene una revisione approfondita della legislazione vigente, cercando di bilanciare la continuità della discendenza con la lotta agli abusi.
Console sovraccariche e mancanza di posti vacanti
Giacobbe ha anche affrontato la difficoltà di fissare appuntamenti presso i consolati, in particolare per quanto riguarda i servizi alla cittadinanza.
«È necessario semplificare le procedure o stanziare risorse per aumentare i posti, evitando di danneggiare le famiglie italiane all’estero», ha affermato.
Secondo lui, l’ideale sarebbe adottare standard chiari, semplici e uniformi, capaci di garantire “equità e trasparenza” nell’accesso al riconoscimento della cittadinanza.
Oggigiorno, ogni consolato adotta le proprie regole, spesso confuse e incoerenti tra loro.
Critiche alla tariffa per i minorenni e ai tempi insufficienti
Un altro punto criticato dal senatore è stata l'imposizione di una tassa di 250 euro (circa 1.570 real) per la registrazione dei minori nati all'estero prima dell'entrata in vigore della nuova legislazione.
Ha definito la misura "ingiusta, sbagliata, discriminatoria e incostituzionale". Giacobbe ha affermato che si tratta di un "ostacolo ingiustificato che deve essere eliminato".
Alla fine, il parlamentare ha suggerito maggiore flessibilità nelle scadenze per l'iscrizione dei figli minorenniLa legislazione vigente prevede che questo processo venga completato entro il 31 maggio 2026.
"Il tempo vola. Potrebbero essere necessarie scadenze più lunghe. Sono necessarie risorse adeguate e procedure semplificate per garantire il diritto alla cittadinanza", ha concluso.











































