Un museo a Napoli, in Italia, ha aperto una mostra che descrive nel dettaglio l'arte prodotta in Brasile a partire dalla Seconda Guerra Mondiale (1939-1945).
Curato da Cristiano Raimondi, l'evento è stato aperto al pubblico al Museo Madre di Nápoles e si intitolava “Vai, vai, Saudade”, titolo di una samba composta da Heitor dos Prazeres, cantante che fu uno dei primi a soffrire censura della dittatura militare nel 1964.
Le sale della sede ospitano quasi 200 opere, oltre a documenti e fotografie, di 52 artisti brasiliani di diverse generazioni.
Il pubblico può ancora seguire la serie “C’era una volta in Amazzonia”, di Jaider Esbell, che mette in luce l’impoverimento delle condizioni di vita delle popolazioni originarie dell’Amazzonia e il futuro incerto di questa terra, vissuta per generazioni nel rispetto della l'ecosistema.
La mostra ricorda anche la fine della schiavitù nel Paese sudamericano e anche l'immigrazione di massa dall'Italia, dal Libano, dal Giappone e dalla Germania.
Obiettivo dell'evento, che resterà aperto fino al 30 settembre, è quello di presentare il Brasile come una terra fertile di idee e rivoluzioni artistiche, che ha saputo costruire un'identità basata sulla valorizzazione del multiculturalismo e sulla fusione di più linguaggi.
“Nell’anno in cui il Brasile è protagonista di importanti eventi internazionali legati all’arte contemporanea, il museo arricchisce la propria programmazione con uno sguardo rigoroso e ampio sulla recente produzione artistica di una nazione che racchiude anime culturali diverse. Dal Brasile abbiamo imparato che la convivenza tra lingue diverse crea intrecci densi e ricchissimi”, ha analizzato Eva Fabbris, direttrice del Madre. (ANSA)







































