Il piano del governo è riadattare l'azienda alla nuova realtà generata dopo la pandemia
Alitalia dovrebbe essere “ricreata” nelle prossime settimane, dopo il picco della pandemia. Il Covid-19 ha accentuato la grave crisi in cui versa l’azienda, che dal 2017 è gestita da dirigenti nominati dallo Stato italiano, e che ora deve essere completamente nazionalizzata.
E i cambiamenti sono già iniziati. Chi ha l'opportunità di mettere piede all'aeroporto di Roma Fiumicino può osservare: la livrea dell'Airbus A330 I-EJGB è quasi ultimata. Per ora, la striscia verde rimane sulla coda. Ma il logo non c'è più.

Questo è uno dei due A330 che Alitalia ha noleggiato da Etihad Airways al costo di 500 dollari al mese, secondo documenti in possesso del giornale Corriere.
L'aereo tornerà presto ad Abu Dhabi: la compagnia – in amministrazione straordinaria da tre anni – ha deciso di non rinnovare i contratti di noleggio in scadenza tra maggio e giugno.
È questo uno dei primi segnali della nuova fase di Alitalia, nazionalizzata, che dovrebbe iniziare tra poche settimane.
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Il piano è quello di riadattarsi per non andare in bancarotta
La società ha registrato una riduzione dei ricavi dell’87,5% nei primi mesi del 2020, il che significa che il governo italiano ha dovuto riprendere il pieno controllo della società per prevenire un possibile fallimento.
Il piano del governo è riadattare Alitalia alla nuova realtà generata dopo la crisi imposta dal virus. «Grazie all'intervento dello Stato Alitalia potrà competere efficacemente non appena il settore si riprenderà dalla pandemia», ha aggiunto il ministro dell'Industria, Stefano Patuanelli.
Per qualche mese sarà una compagnia più piccola, più focalizzata sui voli nazionali ed europei, con un'attenzione particolare alle destinazioni turistiche marittime a due o tre ore da Roma o Milano – un segmento dominato negli ultimi anni da compagnie low cost come Ryanair e Jetcost, ad esempio – e una riduzione delle rotte intercontinentali, ottimizzando quelle più redditizie, ovvero quelle in Sud e Nord America.
Il crollo delle vendite
Lo scenario per ora non offre molte speranze. Sul fronte italiano, secondo Arc, organismo legato all'Ente nazionale per l'aviazione civile, a fine aprile la vendita dei biglietti è diminuita del 99% per tutte le tipologie di voli (nazionali, europei e intercontinentali).
E per i collegamenti previsti dal 1 giugno al 30 settembre sono stati venduti solo il 2% dei posti offerti in partenza dall'Italia e meno dello 0,5% dei posti sui voli dall'estero verso l'Italia. Questo spiega anche perché United Airlines ha deciso di non operare voli su Roma e Milano fino al 23 ottobre.
L'antica flotta
I 92 aerei a disposizione della nuova Alitalia saranno così suddivisi: rimarranno 60 Airbus A319 e A320 e 20 aerei di lungo raggio tra i modelli A330 e Boeing 777-200ER.
12 unità Embraer, compresi i modelli E75 ed E90, andranno ad Alitalia CityLiner, la compagnia aerea regionale.
Ciò significa che verranno restituiti altri otto velivoli prodotti da Embraer, i sette A321 e sei aerei per i viaggi intercontinentali, compresi quelli di Etihad.






































